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E' incostituzionale l'aumento delle accise per fronteggiare lo stato di emergenza

26 Feb 2012 | ARCHIVIO STORICO

L’art. 2, comma 2-quater del D. L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, è stato dichiarato incostituzionale dalla sentenza n. 22 del 16 febbraio 2012, nella parte in cui introduce i commi 5-quater e 5-quinquies, primo periodo, nell’art. 5 della legge 24 febbraio 1992 n. 225.
In particolare, il comma 5-quater stabiliva che “A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, il Presidente della regione interessata dagli eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), qualora il bilancio della regione non rechi le disponibilità finanziarie sufficienti per effettuare le spese conseguenti all’emergenza ovvero per la copertura degli oneri conseguenti alla stessa, é autorizzato a deliberare aumenti, sino al limite massimo consentito dalla vigente legislazione, dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote attribuite alla regione, nonché ad elevare ulteriormente la misura dell’imposta regionale di cui all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura massima consentita”.
Per far fronte alle emergenze di diversa origine (terremoti, alluvioni, ecc.), quindi, le regioni potevano aumentare le aliquote e le maggiorazioni di aliquote ed elevare l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione nella misura stabilita dalla norma.
La Consulta, accogliendo il ricorso proposto da varie regioni ha dichiarato incostituzionale le norme impugnate, in quanto estranee rispetto all’oggetto e alle finalità del decreto-legge cosiddetto “milleproroghe”. Le disposizioni impugnate, infatti,“regolano i rapporti finanziari tra Stato e Regioni in materia di protezione civile non con riferimento ad uno o più specifici eventi calamitosi, o in relazione a situazioni già esistenti e bisognose di urgente intervento normativo, ma in via generale e ordinamentale per tutti i casi futuri di possibili eventi calamitosi”, per cui “sono del tutto estranee alla materia e alle finalità” del decreto e, di conseguenza, sono costituzionalmente illegittime per violazione dell’articolo 77, comma 2, della Costituzione. Si tratta, quindi, di una normativa “a regime”, del tutto slegata da contingenze particolari, ma nella legge di conversione di un decreto-legge denominato “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie”.
Inoltre, secondo la Consulta, le norme violano i commi 1 ,4 e 5 dell’art. 119, in quanto le norme impugnate ledono l’autonomia di entrata delle Regioni, imponendo alle stesse di deliberare gli aumenti fiscali in esse indicati per poter accedere al Fondo nazionale della protezione civile. Allo stesso modo, le suddette norme ledono l’autonomia di spesa, poiché obbligano le Regioni ad utilizzare le proprie entrate a favore di organismi statali (Servizio nazionale di protezione civile), per l’esercizio di compiti istituzionali di questi ultimi, corrispondenti a loro specifiche competenze fissate nella legislazione vigente.
L’art. 119 è violato anche sotto il profilo del legame necessario tra le entrate delle Regioni e le funzioni delle stesse, poiché lo Stato, pur trattenendo per sé le funzioni in materia di protezione civile, ne accolla i costi alle Regioni stesse.
Infine, la previsione contenuta nel comma 5-quater, secondo cui “il Presidente della regione interessata” è autorizzato a deliberare gli aumenti fiscali ivi previsti, si pone in contrasto con l’art. 23 della Costituzione, in quanto viola la riserva di legge in materia tributaria, e con l’art. 123, poiché lede l’autonomia statutaria regionale nell’individuare con norma statale l’organo della Regione titolare di determinate funzioni.
Sarà interessante seguire gli sviluppi della questione perché, allo stato attuale, risulta che alcune regioni, Liguria, Marche, Piemonte, Toscana e Umbria, hanno già emanato norme legislative per aumentare l’addizionale regionale sulla accisa per la benzina per autotrazione in virtù proprio della legge nazionale dichiarata incostituzionale.