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Tribunale Parma 58/2012: non si applica il COSAP al ponte autostradale

28 Nov 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 58 del 24/1/2012 il Tribunale di Parma ha affermato che l’occupazione effettuata da un ponte autostradale non è soggetta all’applicazione del COSAP. Secondo la società Autostrade il COSAP non sarebbe esigibile in virtù dell’esonero previsto dall’art. 49 lett. a) del d.lgs. 507/93: in sostanza la società Autostrade sarebbe assimilabile allo Stato dal momento che le autostrade sono un bene appartenente al demanio dello Stato ex art. 822 c.c. Il Tribunale di Parma ritiene fondata l’obiezione della società Autostrade, evidenziando che il senso e la funzione del COSAP vive e si esaurisce in un corrispettivo per l’occupazione, in senso materiale, del suolo pubblico, avvenuta sulla base di un titolo (normalmente una concessione), o comunque anche in via di fatto. Come figura in tutti i regolamenti comunali, tale canone non è dovuto ove l’occupazione sia effettuata dallo Stato: sarebbe del resto un non senso sottoporre a prelievo occupazioni dettate da superiori necessità collettive. In questa prospettiva, ritiene il Tribunale di Parma che il problema di definizione della debenza o meno del canone stia non tanto (non solo) in un problema di qualificazione formale dell’opera che cagiona l’occupazione o del soggetto che la effettua, quanto piuttosto in un criterio funzionale che chiarisca la relazione esistente tra utilità dell’opera e soggetto beneficiario. Occorre pertanto comprendere se l’opera che realizza l’occupazione è un’opera realizzata nell’interesse della comunità statale, a prescindere dalla qualificazione formale dell’ente fruitore. Nel caso di specie, gli elementi da valorizzare sono due: 1) la società Autostrade è concessionaria di un bene pubblico; 2) il COSAP è stato applicato per l’occupazione provocata da un ponte autostradale, la cui gestione e costruzione è in concessione all’ente ma che rimane di pertinenza del demanio stradale. Pertanto, conclude il Tribunale, sussiste tra l’opera realizzata e il soggetto attinto dall’avviso di accertamento una relazione qualificata che traduce il nesso di utilità funzionale a beneficio della collettività, che giustifica l’esenzione contemplata dal regolamento comunale. La pronuncia in commento si pone in contrasto con quanto affermato dal Tribunale di Teramo con le sentenze n. 72-73-74/2012 (in TN n. 6/2012), che in una situazione analoga (occupazione area dei pontoni e proiezione del cavalcavia autostradale al suolo) ha evidenziato quanto segue: 1) non è possibile applicare l’esenzione prevista dal regolamento per le occupazioni dello Stato, trattandosi di fattispecie non estensibile ai concessionari privati; 2) sussiste il presupposto applicativo del Cosap, non necessariamente correlato all’esistenza di un provvedimento concessorio, dal momento che il canone è dovuto anche in caso di occupazione abusiva; 3) sussiste la sottrazione all’uso pubblico del suolo e soprassuolo, costituita dall’area dei pontoni e dalla superficie di proiezione dei cavalcavia.