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TOSAP: ESENTI LE OCCUPAZIONI PER LAVORI APPALTATI DALL’ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI (IACP)

28 Feb 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 100 del 7/11/2012 la Commissione Tributaria Provinciale di Bari ha affermato che sono esenti dalla TOSAP le occupazioni effettuate da imprese private per lavori appaltati dall’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), ente strumentale della regione. La controversia riguarda alcuni avvisi di accertamento TOSAP emessi per l’occupazione temporanea di aree comunali al fine di insediare il cantiere di costruzione di 100 alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata. L’occupazione veniva effettuata da una impresa privata di costruzioni alla quale lo IACP aveva appaltato i lavori edili.
La società aggiudicataria dei lavori contestava la debenza del tributo affermando il diritto all’esenzione TOSAP a norma dell’art. 49 del d.lgs. n. 507/93, essendo semplice esecutrice delle opere commissionate dall’ente regionale. La concessionaria del servizio tributi ritiene invece che non si possa configurare l’ipotesi di esonero per gli IACP, i quali percepiscono dagli assegnatari canoni che vanno a remunerare sia pure parzialmente il capitale investito. La Commissione Tributaria Provinciale accoglie il ricorso dell’impresa costruttrice evidenziando che l’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Bari è un ente amministrativo strumentale della Regione (così definito dalla legge regionale n. 1/2003), che esercita un fine pubblico finalizzato a fornire assistenza abitativa a favore di soggetti che versano in condizioni di precarietà economica. Deve pertanto ritenersi spettante l’esenzione della TOSAP prevista dall’art. 49 lett. a) del d.lgs. n. 507/93, esenzione che riguarda di riflesso anche le ditte appaltatrici dei lavori. In ordine alla fattispecie di esonero di cui alla citata lettera a), spesso oggetto di contenzioso, la Cassazione ha avuto modo di chiarire che:

– l’occupazione di aree del demanio comunale (nella specie, strada), effettuata da un imprenditore per l’esecuzione di un’opera pubblica appaltata dallo Stato, è esente dalla T.O.S.A.P. tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche – in virtù della disposizione di cui all’art. 49 lett. a) del d.lgs. n. 507/93, dovendo l’occupazione medesima, ai sensi e per gli effetti di tale norma, considerarsi sempre “effettuata dallo Stato”, sia se si pone l’accento sul rilievo che l’esecuzione dell’opera – quale adempimento dell’obbligo contrattuale – è compiuta dall’appaltatore “per conto dello Stato”, sia se lo si pone sull’altro, secondo cui è lo Stato committente, mediante l’attuazione della cosiddetta “consegna dei lavori” all’appaltatore, a dare, quantomeno, inizio all’occupazione stessa (Cassazione sentenza n. 7197 del 30/5/2000).

– l’occupazione di suolo comunale da parte di una impresa appaltatrice di lavori per conto del Comune, limitata al tempo ed allo spazio strettamente necessari per il compimento dei medesimi lavori, non è assoggettabile alla tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) per difetto del presupposto impositivo, in quanto la sottrazione all’uso pubblico si compie, non per il vantaggio particolare derivante al singolo dal suo utilizzo, ma proprio per la realizzazione dell’opera commissionata  dal titolare di quegli spazi, i quali devono essere messi a disposizione della controparte per il tempo necessario alla esecuzione dei lavori. (Cassazione sentenza n. 17719 del  30/7/2009). Anche il Ministero è più volte intervenuto sull’ipotesi di esonero in questione, evidenziando che il suo fondamento deve essere rinvenuto nella circostanza che l’opera, realizzata in esecuzione dell’obbligo contrattuale, è stata svolta dall’appaltatore per conto dello Stato al quale deve farsi, quindi, risalire la titolarità dell’occupazione. Infatti è lo Stato che, in qualità di committente del restauro, pone in essere, almeno inizialmente, l’occupazione, mediante la cosiddetta “consegna dei lavori” all’appaltatore (Ministero delle Finanze risoluzione n. 125 dell’1/8/2000: nella circostanza il MEF ritiene superato il precedente orientamento espresso nella risoluzione n. 232/E del 16/10/1996). Tornando al caso in questione, resta comunque il dubbio che la CTP abbia effettuato una lettura estensiva della norma di esonero, che dovrebbe invece interpretarsi restrittivamente. A rigore si dovrebbe quindi ammettere l’esenzione solo per lavori appaltati direttamente dalla Regione e non già per il tramite di un ente intermedio. In ogni caso l’esenzione andrebbe consentita solo per il tempo e lo spazio strettamente necessari per il compimento dei lavori (Cass. n. 17719/2009), punto sul quale non c’è stata invece alcuna contestazione.