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Tassa sui telefonini abrogata?

14 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 8825 del 1.6.2012

In relazione alla stipula di contratti di abbonamento per la fornitura di servizi di telefonia mobile, anche nel previgente sistema normativo della gestione del servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione, disciplinato dal D.P.R. n. 156/73, successivamente sostituito dalla riforma introdotta dal D.Lg. n. 259/03, la voce tariffaria non assumeva quale presupposto applicativo della tassa di concessione governativa il provvedimento amministrativo – declassato a mero evento occasionale – ma la scadenza periodica del pagamento dei corrispettivi per le prestazioni del servizio di telefonia radiomobile. Pertanto, se al maturare di ciascun mese sorge una autonoma obbligazione tributaria, e se il termine per il pagamento della tassa è determinato “per relationem” alla emissione della bolletta periodica, ne consegue che il “dies a quo” dal quale decorre il termine decadenziale per l’accertamento della “violazione” (omesso pagamento della tassa) ai sensi del D.P.R. n. 641 del 1972, art. 13, non può che individuarsi con riferimento alle singole scadenze dei termini di adempimento della obbligazione avente ad oggetto il pagamento del corrispettivo-canone del servizio, e dunque con riferimento alla scadenza del termine previsto per il pagamento delle singole bollette emesse dal gestore.