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TARSU – sanabili i vizi di notifica dell’accertamento

22 Ott 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione15252-2012

Con la sentenza n. 15252 del 12/9/2012 la Sezione tributaria della Cassazione ha chiarito che i vizi di notifica dell’avviso di accertamento TARSU sono sanabili per il raggiungimento dello scopo dell’atto. Nella fattispecie si trattava di avvisi di accertamento notificati a mezzo di lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, indirizzata al legale rappresentante e presso la sede sociale della società contribuente destinataria. Sul punto si osserva che la natura sostanziale e non processuale (nè assimilabile a quella processuale) dell’avviso di accertamento tributario – che costituisce un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria – non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria. La Cassazione ha in precedenza ribadito, in forza dell’applicazione del regime delle nullità processuali e delle relative sanatorie, che la proposizione del ricorso del contribuente produce l’effetto di sanare la nullità della notificazione dell’avviso di accertamento per il raggiungimento dello scopo dell’atto, ex art. 156 c.p.c., sempre che il conseguimento dello scopo avvenga prima della scadenza del termine di decadenza – previsto dalle singole leggi d’imposta – per l’esercizio del potere di accertamento (vedasi pure Cass. n. 6347/2008, Cass. n. 590 del 13/01/2006 e Cass. S.U. n. 19854 del 05/10/2004; Cass. n. 15554/2009, secondo la quale appunto “In tema di sanatoria per raggiungimento dello scopo di atti invalidi, il principio generale enunciato espressamente per gli atti processuali dall’art. 156 c.p.c., comma 3 è applicabile per analogia a tutti gli atti amministrativi, dunque anche agli atti di imposizione tributaria e l’invalidità sanabile si estende anche ai vizi attinenti all’atto in senso stretto”). Inoltre, la notifica degli avvisi di accertamento, solo se eseguita nei confronti di altro soggetto (persona fisica) e priva di qualsiasi collegamento con il contribuente, sarebbe da considerare, non affetta da nullità (sanabile), ma addirittura inesistente, con conseguente insuscettibilità di sanatoria. La Cassazione ha infatti affermato (cfr. Corte Cass. n. 25350/2009) che “La notificazione è inesistente quando sia stata effettuata in un luogo o con riguardo ad una persona che non presentino alcun riferimento con il destinatario dell’atto, risultando a costui del tutto estranei, mentre è affetta da nullità (sanabile con effetto ex tunc attraverso la costituzione del convenuto, ovvero attraverso la rinnovazione della notifica cui la parte istante provveda spontaneamente o in esecuzione dell’ordine impartito dal giudice), quando, pur eseguita mediante consegna a persona o in luogo diversi da quello stabilito dalla legge, un simile collegamento risulti tuttavia ravvisabile, cosi da rendere possibile che l’atto, pervenuto a persona non del tutto estranea al processo, giunga a conoscenza del destinatario”; conf. Cass. ord. n. 9904/2010). Pertanto, nella fattispecie, la sola erronea indicazione del nominativo del legale rappresentante della società destinataria non può valere a rendere inesistente la notifica degli atti, eseguita comunque presso la sede legale della società.