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Tariffe degli asili nido – illegittimo l’aumento in corso d’anno

8 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Consiglio di Stato 4362 del 31.7.2012

Il Consiglio di Stato, Sez. V, con la sentenza 31 luglio 2012 n. 4362, pronunciatosi in materia di tariffe dei servizi pubblici e tutela dell’affidamento dei privati, ha affermato l’illegittimità della delibera adottata dal Commissario straordinario di un Comune (nella specie si trattava del Comune di Bologna) con la quale è stato approvato un nuovo sistema tariffario del servizio nido d’infanzia e dei servizi integrativi scolastici ed extrascolastici, che ha notevolmente incrementato le tariffe dopo che il servizio era iniziato, senza tenere conto dell’affidamento dei privati. Tale provvedimento – precisano i giudici di Palazzo Spada – trattandosi di un servizio pubblico a domanda, produce la lesione dell’affidamento legittimo ingenerato negli interessati, i quali hanno deciso di presentare le domande di iscrizione e di procedere ai rinnovi annuali successivi confidando nella permanenza delle condizioni economiche con riguardo ad ogni annualità di riferimento; affidamento accentuato dalla considerazione che i bandi prevedevano alcuni casi specifici in cui le tariffe possono essere variate, a questa stregua confermando, in assenza di una riserva di portata più ampia, la generale intangibilità, in corso d’anno, delle condizioni economiche pubblicizzate. Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che, a prescindere dalla qualificazione in termini pubblicistici o privatistici del rapporto instaurato, la pubblicazione del bando integra un auto-vincolo con il quale l’amministrazione, a tutela del legittimo affidamento ingenerato negli utenti circa la permanenza per ogni anno scolastico delle condizioni esposte, si impegna a mantenere ferme le condizioni pubblicizzate.
E’ stato infine ritenuto irrilevante il richiamo, in una con le norme connesse, alla disciplina dettata dall’art. 53, comma 16, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in tema di portata retroattiva dei regolamenti sulle entrate, posto che, nella specie, non era oggetto di giudizio un regolamento sulle entrate ma un provvedimento tariffario relativo a servizi a domanda individuale e che, comunque, in assenza di una clausola del bando che contempli lo ius variandi unilaterale in corso d’anno, assume rilievo decisivo la caratterizzazione vincolante della lex specialis pubblicata, con cadenza ed efficacia annuali, dall’amministrazione comunale.