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Tariffa idrico integrata non può essere oggetto di definizione agevolata art. 13 L. 289/2002

31 Ago 2011 | ARCHIVIO STORICO

La tariffa per il servizio idrico integrato non può essere oggetto della definizione agevolata prevista dall’art. 13 della legge 289 del 2002
A seguito del verificarsi del mancato pagamento di canoni idrici per gli anni 1996-2002, un comune ha chiesto alla Corte dei Conti – Sezione Regionale di Controllo per la Campania un parere circa la possibilità di applicare anche alla tariffa per il servizio idrico integrato il c.d. condono tributario di cui all’art. 13 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con Del/Par n. 285/2011 del 28 giugno 2011 la Corte dei Conti della Campania ha affermato che le norme contenute nell’art. 13 della legge n. 289 del 2002 – che prevedono che il comune possa ridurre il tributo nonché escludere o ridurre le sanzioni ed interessi di mora – hanno carattere necessariamente contingente ed eccezionale. Infatti, introducendo elementi atipici e sperequativi potenzialmente lesivi dei principi di uguaglianza dei contribuenti di fronte alla legge e di capacità contributiva, dette norme non possono che avere applicazione temporale limitata. La Corte dei Conti, quindi, ritiene che sia preclusa l’applicazione indefinita di un istituto discriminatorio suscettivo di alterare profondamente i caratteri fondanti del regime tributario ordinario e che le disposizioni dell’art. 13 devono intendersi di stretta interpretazione, con conseguente divieto di applicazione analogica ai sensi dell’art. 14 delle disposizioni preliminari al Codice civile.

Da tale convincimento deriva che la facoltà concessa agli enti locali di istituire, con apposito regolamento, specifici meccanismi di definizione agevolata in relazione ad obblighi tributari rimasti totalmente o parzialmente inadempiuti da parte dei contribuenti non può essere esercitata al di fuori dell’ambito dei tributi propri , ai quali espressamente si riferisce il citato art. 13.
Pertanto, i canoni idrici insoluti rimangono fuori dall’ambito applicativo della norma, dal momento che la tariffa del servizio idrico integrato, sia essa riferita alla somministrazione della risorsa idrica o alla fornitura di servizi di fognatura e depurazione, ha natura extratributaria, trattandosi di corrispettivo di una prestazione commerciale complessa.
Una volta affermata l’estraneità della tariffa per il servizio idrico la Corte dei Conti ha considerato superato l’altro quesito posto dallo stesso comune e concernente la proroga del termine di scadenza del condono tributario già posto in essere dall’ente.
Se infatti, l’applicazione della norma in questione non può non essere contenuta entro ristretti presupposti limitativi e temporali, ne consegue, secondo il parere della Corte dei Conti, che non è possibile una proroga dei termini di un condono già in essere. A tale orientamento si oppone, invece, il contrario indirizzo secondo il quale non si ravvisano ragioni ostative alla proroga delle eventuali sanatorie fiscali già deliberate e alla possibilità di prevedere nuove definizioni agevolate da applicare nei confronti di contribuenti che ancora non si sono avvalsi di tale facoltà.