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TAR Palermo 2225 del 25/11/2011: gare tributi – illegittimo il bando che richiede il GAP

29 Dic 2011 | ARCHIVIO STORICO

TAR Palermo 2225 del 25.11.2011

Il TAR Sicilia-Palermo, con la sentenza n. 2225 del 25/11/2011 si è pronunciata in merito ad una gara per l’affidamento dei tributi locali, affermando che non sussiste alcun obbligo per le società partecipanti di presentare il modello GAP anche nel caso in cui il bando lo richieda espressamente. Nella fattispecie la gara veniva aggiudicata ad una società che non aveva presentato il modello GAP. Da qui il ricorso al TAR da parte della seconda classificata, la quale riteneva che l’obbligo di produrre il GAP dovesse essere assolto anche in caso di mancata previsione nel bando. Il TAR ritiene tuttavia infondata tale censura, ribadendo il proprio precedente orientamento sull’impossibilità di sanzionare con l’esclusione dalla gara un’impresa partecipante che abbia fatto legittimo affidamento sul tenore del bando e del disciplinare di gara al quale si sia attenuta, che peraltro nulla disponeva circa la produzione del modello Gap. In ordine alla diversa ipotesi della produzione del modello GAP prescritta dal bando, il TAR aveva in passato ritenuto che costituisse causa di esclusione dalla gara non solo la mancata produzione dello stesso ma anche la produzione in maniera difforme da quanto stabilito dalla lex specialis. Tuttavia, alla luce della disciplina legislativa sopravvenuta, anche una previsione del bando tendente a prescrivere la produzione del Gap sarebbe ormai da considerarsi illegittima. Ed invero, l’art. 4 del d. l. n. 70/2011, convertito con l. n. 106/2011, nella parte in cui ha modificato l’art. 46 del d. lgs. n. 163 del 2006, stabilisce che «La stazione appaltante esclude i candidati o i concorrenti in caso di mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice e dal regolamento e da altre disposizioni di legge vigenti, nonché nei casi di incertezza assoluta sul contenuto o sulla provenienza dell’offerta, per difetto di sottoscrizione o di altri elementi essenziali ovvero in caso di non integrità del plico contenente l’offerta o la domanda di partecipazione o altre irregolarità relative alla chiusura dei plichi, tali da far ritenere, secondo le circostanze concrete, che sia stato violato il principio di segretezza delle offerte; i bandi e le lettere di invito non possono contenere ulteriori prescrizioni a pena di esclusione. Dette prescrizioni sono comunque nulle […]». Poiché il modello Gap è stato introdotto con circolare dell’Alto Commissario 28/3/1989, per consentire, inizialmente all’Alto Commissario e, successivamente, al Ministro dell’Interno (v. art. 2, c. 2 quater, d.l. 29-10-1991 n. 345, conv. con l. 30 dicembre 1991, n. 410 che ha trasferito le funzioni del Commissario al Ministro) di avere accesso a notizie riguardanti le imprese che partecipano alle pubbliche gare di importo pari o superiore a euro 51.645,69 (IVA inclusa) e poiché, dunque, la produzione in gara dello stesso non è prevista da alcuna disposizione di legge, la relativa previsione della lex specialis perde il suo carattere deontico che la connota, per dar luogo ad una causa di nullità dell’eventuale previsione.