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TAR Lecce 1461 del 5/9/2012: TARSU – delibera tariffaria – istruttoria

23 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

TAR Lecce 1461 del 5.9.2012

Con la sentenza n. 1461 del 5/9/2012 il TAR Lecce ha annullato parzialmente una delibera tariffaria TARSU per carenza di istruttoria e per altri vizi di legittimità riscontrati dal Giudice amministrativo. La fattispecie riguarda una delibera di riconferma delle tariffe Tarsu applicate nell’anno 2010 per l’anno 2011, che viene impugnata per violazione di legge (artt. 65, 67, 68 e 69 del d.lgs. n. 507/1993 e artt. 3 e 6 del D.P.R. n. 158/1999), per eccesso di potere, per sviamento interesse pubblico, per violazione obbligo di motivazione e per difetto di istruttoria. In ordine ai costi del servizio, il TAR aveva ordinato al Comune di provvedere ad alcuni adempimenti istruttori, indicando: a) il quantitativo di rifiuti solidi urbani da conferire agli impianti di smaltimento, stimati in via preventiva ai fini della determinazione delle relative tariffe per l’anno 2011, con specificazione degli elementi istruttori sulla base dei quali si è pervenuti alla loro quantificazione; b) le somme stimate in via preventiva per le agevolazioni tariffarie (riduzioni ed esenzioni di cui all’art. 67, comma 1, del d.lgs. n. 507/1993), con indicazione delle somme iscritte in bilancio per la copertura di dette agevolazioni con risorse diverse dai proventi della relativa tassa. In riscontro alla predetta ordinanza il Comune si era limitato a depositare un estratto del Bilancio di previsione ed alcuni allegati (tra cui la nota del gestore del servizio) peraltro già depositati in giudizio. Conseguentemente, il provvedimento impugnato viene annullato, in parte qua, per il dedotto difetto di istruttoria, non essendo possibile ricostruire neppure ex post sulla base di quali elementi il Comune si sia determinato a quantificare il costo di smaltimento dei rifiuti presso la discarica. Infondata appare, invece, la censura sollevata dalla parte ricorrente in ordine al fatto che il tributo gestito dal Comune sia rapportato esclusivamente alla superficie occupata e non tenga conto della quota variabile, essendo quest’ultima parametrazione prevista per il regime della TIA, non attivato dal Comune. Accolto anche il secondo motivo di ricorso, riguardante le agevolazioni tributarie (sotto forma di agevolazioni e di esenzioni) deliberate dal Comune in assenza di iscrizione in bilancio come autorizzazioni di spesa e con copertura assicurata da risorse diverse dai proventi della tassa, in violazione all’art. 67 del d.lgs. n. 507/1993.