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TAR Brescia 256 del 12/3/2013: inammissibile il ricorso contro la tesoreria unica

20 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

TAR Brescia 256 del 12.3.2013

Con la sentenza n. 256 del 12/3/2013 il TAR Brescia ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da diversi comuni i quali sostenevano l’illegittimità del riversamento delle disponibilità liquide di cassa, giacenti presso i rispettivi tesorieri, nelle contabilità speciali aperte presso le sezioni di tesoreria provinciale dello stato, ai sensi dell’art. 35 commi da 8 a 13, D.L. n. 1/2012, convertito nella legge n. 27/2012 (c.d. tesoreria unica). Sulla questione il TAR Brescia aveva già respinto la richiesta di misure cautelari monocratiche, non ritenendo sussistenti i presupposti di legge (cfr. decreto n. 172 del 12/4/2012, in TN n. 9/2012). Nel merito del ricorso i giudici amministrativi hanno accolto l’eccezione preliminare di inammissibilità, ritenendo fondato il difetto di giurisdizione. Invero nella fattispecie non è applicabile l’art. 133 comma 1 lettera v) del codice sul processo amministrativo, che prevede una giurisdizione esclusiva in materia di debito pubblico. E’ vero che l’operazione di accentramento delle entrate degli enti locali nella tesoreria unica possa ridurre il fabbisogno dello Stato in termini di emissione di titoli di debito. In tal caso però si tratterebbe di un effetto macroeconomico collegato eventualmente a tale operazione, ma come tale pur
sempre estraneo ai contenuti giuridici di essa. Nella giurisdizione generale di legittimità potrebbe invece rientrare, in astratto, l’impugnazione di atti autoritativi, riconducibili all’ampio genere degli ordini, con i quali l’amministrazione centrale prelevasse e riversasse in via coattiva nella tesoreria unica le disponibilità di quegli enti i quali non avessero spontaneamente adempiuto all’obbligo di versamento. Si tratta però di fattispecie che per ipotesi esula dall’oggetto del ricorso al TAR, proposto non per l’annullamento di atti, ma per un accertamento mero di illegittimità. In tal senso, un ricorso proposto in assenza di atti impugnati nell’ambito della giurisdizione generale di legittimità è all’evidenza inammissibile.