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Risposta question time 31/10/2012: no alla proroga dell’entrata in vigore del tributo RES

25 Nov 2012 | ARCHIVIO STORICO

Si riporta il testo della risposta alla question time “5-08350 Fugatti e Vanalli: Differimento dell’entrata in vigore della normativa concernente il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES)”, Camera dei Deputati, 31 ottobre 2012. In relazione al question time in esame si fa presente quanto segue. Il Dipartimento delle Finanze, preliminarmente, osserva che non è possibile dar esito alla richiesta di differimento dell’istituzione del nuovo tributo. Infatti l’istituzione del TARES, nonché della relativa maggiorazione deve essere necessariamente realizzata, in quanto rientra nell’ambito di una manovra di finanza pubblica più vasta e complessa, che prevede contestualmente la riduzione a decorrere dall’anno 2013, del fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e del fondo perequativo, come determinato ai sensi dell’articolo 13 del medesimo decreto legislativo, nella misura del gettito della maggiorazione standard del nuovo tributo di cui al comma 13 dell’articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201. Per quanto riguarda l’emanazione del regolamento di cui al comma 12 del citato articolo 14 del decretolegge n. 201 del 2011, la disposizione citata statuisce che «si applicano comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino alla data da c ui decorre l’applicazione del regolamento di cui al primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158». Pertanto, l’impianto normativo del TARES è costruito in modo da assicurare comunque l’istituzione e l’operatività del nuovo tributo, così come è già accaduto per la TIA2 per la quale la mancata adozione del regolamento previsto dall’articolo 238, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non ha certo pregiudicato la possibilità di istituire in via facoltativa la TIA2. La problematica esposta dall’interrogante è, quindi, suscettibile di essere risolta anche applicando il regolamento in vigore, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, che tiene conto nella parte concernente le utenze domestiche proprio dei componenti il nucleo familiare. Altro problema è, invece, quello della difficoltà riscontrata dai comuni che a tutt’oggi non hanno ancora predisposto gli strumenti (piano finanziario e regolamento comunale) per l’applicazione del nuovo tributo e che non può essere superata né dall’emanazione del regolamento governativo di cui al comma 12 dell’articolo 14 in commento, né tantomeno mediante il differimento del termine di entrata in vigore della TARES, per le argomentazioni appena svolte. In disparte, il Dipartimento evidenzia che il termine del 31 ottobre 2012 per l’emanazione del nuovo regolamento con il quale devono essere stabiliti i criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti ha carattere meramente ordinatorio. Infine, per quanto riguarda la riscossione della maggiorazione di cui al comma 13 del citato articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, il Dipartimento ricorda che il comma 29 dello stesso articolo 14 dispone che «I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico possono, con regolamento, prevedere l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva, in luogo del tributo». Il successivo comma 31 stabilisce che, in tali casi, l’applicazione e la riscossione della tariffa è effettuata dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. La citata maggiorazione è riscossa, invece, direttamente dal comune, a norma del comma 32 dell’articolo in questione. Il Dipartimento, inoltre, osserva che la distinta modalità di riscossione nell’ipotesi dell’applicazione della tariffa puntuale, di cui al citato comma 29, trova il suo fondamento nella circostanza che detta tariffa ha natura corrispettiva, mentre la maggiorazione ha natura tributaria. Tuttavia, considerate le difficoltà che potrebbero insorgere a carico dei comuni e dei contribuenti, come già riferito in occasione dello svolgimento del question time n. 5-08140 del 24 ottobre 2012 di analogo contenuto, si potrebbe valutare l’opportunità di evitare lo sdoppiamento delle modalità di riscossione in parola, prevedendo, ad esempio, che la maggiorazione suddetta sia riscossa dallo stesso affidatario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, il quale è obbligato, contestualmente a riversarla al comune destinatario del gettito. Si segnala che l’ANCI insiste per la proroga (già contenuta nelle proposte di emendamenti alla legge di stabilità, presentati in Commissione Bilancio alla Camera), come emerge da una lettera dell’8/11/2012 che Delrio (presidente ANCI) ha inviato al Sottosegretario all’Economia Vieri Cerini. Nella missiva si segnala che l’avvio dal 1° gennaio prossimo della T ares sulla base dell’attuale legislazione farebbe emergere gravi rischi sia sotto il profilo dell’efficienza e della correttezza del prelievo, sia per ciò che riguarda la continuità dei sistemi di gestione del servizio rifiuti. In particolare, il Presidente ANCI rileva che taluni aspetti della disciplina attualmente prevista per la Tares (l’art. 14 del d.l. n. 201 del 2011) pongono notevoli problemi applicativi a fronte dei quali l’ANCI ritiene necessario ed urgente un intervento concertato di revisione normativa, al cui fine si potrebbe rendere necessaria una congrua proroga dell’entrata in vigore del nuovo tributo. Proroga che dovrebbe comunque prevedere la contestuale adozione degli accorgimenti necessari a salvaguardare la manovra finanziaria collegata all’introduzione della maggiorazione sui servizi indivisibili, che costituisce la condizione necessaria per l’ulteriore riduzione delle assegnazioni statali ai Comuni per un valore pari ad un miliardo di euro a decorrere dal 2013’.