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Relazione del Presidente di Benedetto

5 Gen 2015 | ARCHIVIO STORICO

 

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Sig. Ministro dell’Economia e delle Finanze

Al Sig. Presidente della Commissione Finanze del Senato della Repubblica

Al Sig. Presidente della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica

Al Sig. Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati

Al Sig. Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

L’ultimo triennio è stato caratterizzato da una produzione legislativa, in tema di fiscalità locale, che definire frenetica rischia di apparire eufemistico, data la mole dei provvedimenti legislativi che si sono susseguiti. Il caos tributario che ne è derivato, dal pasticcio della mini IMU al pagamento dell’ultima rata TARES, dal pagamento diversificato della TASI alla dimenticata proroga dell’entrata in vigore dell’IMU secondaria, mantiene i comuni ed i loro concessionari in uno stato di ansia permanente.

La frenesia legislativa, spesso figlia di decisioni e proposte dai chiari connotati elettoralistici, ha sconvolto il vecchio quadro legislativo, aprendo le porte ad un festival di acronimi, fino alla composita tricefala IUC.

Si pensava di essere giunti alla fine di un tormentato percorso e di aver superato lo stato di impotenza dei comuni e il grave disagio dei concessionari, cui sono affidati i servizi di accertamento e riscossione delle entrate tributarie degli enti locali, quando è stata annunciata una ulteriore riforma in tema di fiscalità locale: la dichiarata introduzione di un unico tributo locale al fine di eliminare la frammentazione oggi esistente.

Una riforma di tale portata, di per sè condivisibile, non può, però, essere affidata a provvedimenti urgenti e poco meditati, anche se dettati da esigenze di esemplificazione. La riforma per essere efficace, non deve essere avulse dalla realtà nella quale deve incidere, perché gli enti locali che devono applicarla sono diversi per popolazione, per conformazione territoriale e per vocazione economica.

E’ ormai diffusa e sentita la necessità di regole semplici, non modificabili in ragione della convenienza politica contingente, che siano il risultato di una riflessione meditata e di una elaborazione  normativa sistematica. Per conseguire questo risultato è auspicabile che si utilizzino al meglio i prossimi mesi insediando un gruppo di lavoro che comprenda esperti della materia, di diversa provenienza, incaricati di predisporre un testo normativo condiviso e coerente con le riforme in atto in tema di finanza locale.

La Associazione che rappresento, cui aderiscono società concessionarie che gestiscono i servizi di accertamento e riscossione in  oltre 4500 comuni d’Italia  (studio KPMG del luglio 2014), è disponibile a contribuire alla realizzazione del percorso innanzi delineato, forte dell’esperienza nel settore, consolidatasi in oltre 40 anni di attività.

E’ parimenti disponibile a dare il suo contributo alla riforma della riscossione coattiva, in applicazione della delega fiscale, al fine di dar corpo ad una regolamentazione che persegua i risultati di efficienza, efficacia e trasparenza, trasfondendoli nel procedimento esecutivo fiscale.

A tal fine è irrinunciabile assicurare il rispetto del principio di competitività tra i vari soggetti presenti sul mercato, rifuggendo da ipotesi (monopolistiche) di costituzione di consorzi o di società pubblica che, oltre a violare i principi comunitari innanzi citati, rappresentano la riedizione di un vituperato organismo (Consorzio ANCI-CNC), oggi utile solo a ricollocare personale in esubero e ad  assumerne altro, con ripercussioni pregiudizievoli sulla finanza pubblica, sulla efficienza del servizio, nonché sull’organizzazione delle aziende che operano in questo settore, ponendo a rischio il personale in esse impiegato che conta circa 6.000 unità.

Al fine di meglio rappresentare le proposte dell’Associazione, che costituiscono il compendio di una analisi seria sullo stato della fiscalità locale e sulle sue possibili prospettive, chiedo di essere convocato in audizione, alla ripresa dei lavori parlamentari.

Confidando nel pronto e positivo riscontro della richiesta suddetta mi è gradito porgere doverosi ossequi.

IL PRESIDENTE

Avv. Piero di Benedetto