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Regione Sardegna – IRAP – poteri regionali – limitati dalla norma statale – natura tributo – erariale – motivazioni

27 Feb 2012 | ARCHIVIO STORICO

Corte costituzionale 15.2.2012 n. 30

La sentenza della Corte Costituzionale n. 30 del 2012 ha riconosciuto valida l’impostazione data dal ricorrente Governo nazionale che, in materia di IRAP, ha impugnato l’art. 3 della legge regionale della Sardegna n. 1 del 19 gennaio 2011, che, al fine di ridurre le diseconomie presenti nei Comuni montani della Sardegna, per le imprese aventi sede legale e unità operativa in uno di tali Comuni, individuati ai sensi di una legge regionale, prevede la concessione di un contributo, nella forma del credito di imposta, quantificato nella misura del 20% di quanto pagato nel corso dell’anno 2011 a titolo di imposta sui redditi ovvero di IRAP, sino ad un importo massimo di euro 10.000,00 per ciascun beneficiario.
A sostegno dell’impugnazione il Governo ha affermato che secondo la giurisprudenza della Consulta (in particolare la sentenza n. 123 del 2010), “in carenza della legislazione statale di coordinamento, è inibito alle Regioni sia istituire tributi propri aventi gli stessi presupposti di quelli dello Stato, sia intervenire, anche prevedendo agevolazioni nella forma del credito di imposta, sulla disciplina di tributi regolati da leggi statali, quali sono sia le imposte sui redditi sia l’IRAP”. 
La Corte, nel dichiarare illegittimo, insieme ad altre norme della legge finanziaria regionale, il citato art. 3, ha affermato che: “La giurisprudenza costituzionale ha, anche recentemente, sottolineato che «allo stato attuale della normativa regionale, non risultano sussistere tributi regionali propri (nel senso di tributi istituiti e disciplinati dalla Regione) che possano essere considerati ai fini dell’agevolazione in questione», e, quindi, «deve ritenersi che detta agevolazione si riferisce a tributi erariali, compresi i tributi regionali cosiddetti derivati, cioè […] istituiti e disciplinati con legge statale, il cui gettito sia attribuito alle Regioni» (sentenza n. 123 del 2010). 
Da tale considerazione, essendo «innegabile che la previsione di un’agevolazione tributaria nella forma del credito di imposta applicabile a tributi erariali costituisce un’integrazione della disciplina dei medesimi tributi erariali» (sentenza n. 123 del 2010), deriva l’affermazione della illegittimità costituzionale della disposizione in scrutinio per violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, dato che, in assenza di specifica autorizzazione contenuta in una legge statale, detta normativa viene a violare la competenza accentrata in materia di «sistema tributario dello Stato».
 Infatti «la disposizione censurata, non limitando in maniera espressa l’efficacia dell’agevolazione fiscale all’ambito dei soli tributi regionali, consente l’applicazione di detta agevolazione, nella forma del credito d’imposta, anche ai tributi statali».