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Question-time 16/10/2013 sul decreto attuativo della rateazione fino a 10 anni e sulle sanzioni alle case fantasma

29 Nov 2013 | ARCHIVIO STORICO

Non risulta ancora predisposto il decreto attuativo della nuova disciplina sulla rateazione fino a 10 anni, introdotta dal d.l. 69/2013. In particolare il comma 3 dell’art. 52 della legge n. 98/2013 (di conversione del d.l. 69/2013) prevedeva un apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, termine scaduto da oltre un mese. E’ quanto emerge dalla risposta fornita dal Governo, tramite il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, nel corso del question time in commissione Finanze. Al quesito proposto dal presidente della Commissione, Daniele Capezzone (Pdl), su quale fosse l’iter del decreto attuativo, la risposta è stata che «sono in fase avanzata gli approfondimenti necessari alla stesura del provvedimento» e che agenzia delle Entrate ed Equitalia stanno collaborando con dipartimento delle Finanze e Ragioneria generale dello Stato «alla predisposizione di una bozza di decreto che possa consentire, in un’architettura coerente con le altre disposizioni di settore, l’applicazione del nuovo meccanismo di rateazione nel più breve tempo possibile, al fine di tutelare i contribuenti in difficoltà». La mancata adozione contrasta con quanto previsto dal d.l. 69/2013, che conteneva una più generale riduzione dei poteri di Equitalia per dare un «volto più umano» alla riscossione, dopo le tante polemiche dell’ultima campagna elettorale. Peraltro è già scaduto il nuovo termine entro cui doveva essere rivisto l’attuale sistema dell’aggio della riscossione (attualmente all’8%), vale a dire la remunerazione che Equitalia e gli altri concessionari percepiscono per l’attività svolta e che si traduce in un costo aggiuntivo per il contribuente nel conto finale della cartella di pagamento. In questo caso, il d.l. 69/2013 aveva addirittura anticipato dal 31 dicembre al 30 settembre 2013 i termini per effettuare il passaggio al nuovo meccanismo basato sul rimborso dei costi fissi legati alla riscossione. Tra le risposte al question time si segnala quella riguardante la conclusione dell’operazione case fantasma, di cui sono stati presentati da poco i risultati ossia l’attribuzione da parte dell’agenzia delle Entrate a più di 492mila immobili di una rendita presunta complessiva di 288 milioni di euro mentre altre 769.000 unità immobiliari sono state censite con rendita definitiva dopo la presentazione degli atti di aggiornamento catastale da parte dei proprietari. Una delle richieste di chiarimento da parte del deputato Busin (Lega Nord) riguardava anche le sanzioni applicabili alle unità a cui è stata attribuita una rendita presunta. La risposta del ministero dell’Economia spiega che si applicano le regole previste dal d.lgs. 23/2011 sul federalismo fiscale municipale, che ha previsto una quadruplicazione delle penalità previste per la mancata dichiarazione degli immobili al Catasto o delle variazioni di consistenza o destinazione: il 75% delle sanzioni irrogate finisce nelle casse dei Comuni (articolo 12, comma 2).