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NON E’ NECESSARIO MENZIONARE NEGLI ACCERTAMENTI GLI ATTI CHE ABILITANO IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

10 Apr 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sezione Tributaria sentenza n. 3512 del 7.3.2012

Con la sentenza n. 3512 del 7/3/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato che il comune non è tenuto ad indicare negli avvisi di accertamento i provvedimenti che abilitano il funzionario responsabile ad esercitare le proprie funzioni ovvero a sottoscrivere gli accertamenti con sistemi informatici. Sul punto la Cassazione ha evidenziato che nè la delibera della giunta comunale con la quale è designato il funzionario responsabile (ai sensi dell’art. 11 d.lgs. n. 504/92) né il provvedimento dirigenziale con cui è indicato il nominativo del funzionario responsabile la cui firma autografa – nel caso in cui tali atti siano prodotti mediante sistemi informativi automatizzati – è sostituita dall’indicazione a stampa di tale nominativo(ai sensi dell’art. 1 comma 87 della legge n. 549/95), devono essere menzionati negli avvisi di liquidazione o accertamento del tributo. In ogni caso il comune non è tenuto a fornire in giudizio la prova dell’esistenza di tali provvedimenti, in quanto deve ritenersi operante la presunzione che l’esercizio della potestà impositiva avvenga nel rispetto dei presupposti di legge, con la conseguenza che incombe al contribuente l’onere di dedurre e provare l’assenza o l’illegittimità dei provvedimenti sopra menzionati. Si tratta senz’altro di una posizione condivisibile, che peraltro pone un freno a quei ricorsi fondati esclusivamente su vizi formali che puntano alla ricerca di cavilli di ogni genere pur di far cadere la pretesa tributaria. Interessanti anche le altre conclusioni a cui è pervenuta la Cassazione: 1) l’obbligo dichiarativo non cessa allo scadere del termine fissato dal legislatore con riferimento all’inizio del possesso, ma permane finché la dichiarazione o la variazione non sia presentata (nella fattispecie si verte pertanto in un caso di “omessa presentazione”); 2) la concessione all’IACP (ora ATER) di aree espropriate dai comuni per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica attribuisce al medesimo ente il diritto di superficie, rendendo quindi quest’ultimo soggetto passivo dell’ICI, non occorrendo un ulteriore atto costitutivo del diritto di superficie; 3) la soggettività passiva ai fini ICI spetta all’IACP (ora ATER) e non all’assegnatario dell’alloggio; 4) il potere delle commissioni tributarie di dichiarare l’inapplicabilità delle sanzioni sussiste quando la disciplina normativa si articoli in una pluralità di prescrizioni, il cui coordinamento appaia concettualmente difficoltoso per l’equivocità del loro contenuto, derivante da elementi positivi di confusione, il cui onere di allegazione grava sul contribuente.