06 36001374 info@anacap.it

NON È DOVUTO IL RIMBORSO DELL’IVA INDEBITAMENTE PAGATA SULLA TIA

14 Giu 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 90612 del 5/1/2013 il Tribunale di Genova ha affermato che gli utenti del servizio di smaltimento rifiuti sono tenuti a pagare l’Iva su Tia, in quanto viene svolta un’attività che deve essere remunerata con il pagamento di un corrispettivo. Ciò comporta, secondo il giudice ordinario ligure, che il gestore del servizio di smaltimento rifiuti non sia tenuto al rimborso dell’Iva addebitata in fattura e pagata dall’utente. Si tratta di una pronuncia si segno diametralmente opposto a quanto affermato sia dalla Corte Costituzionale che dalla Cassazione, oltre a rimettere in discussione l’orientamento dei giudici di merito favorevoli al rimborso dell’Iva sulla Tia: si vedano la sentenza n. 3982 del 9/6/2012 del Giudice di Pace di Genova (in TN n. 14/2012) e la sentenza n. 638 del 22/12/2012 (in TN n. 2/2013). Peraltro recentemente la Cassazione era tornata sull’argomento confermando la natura tributaria della TIA e l’esclusione della sua sottoponibilità ad Iva: si veda la sentenza n. 8383 del 5/4/2013 in TN n. 9/2013. In particolare i Giudizi di Piazza Cavour hanno evidenziato che la TIA1 non costituisce una entrata patrimoniale di diritto privato, ma una mera variante della Tarsu disciplinata dal D.Lgs. n. 507 del 1993. Si tratta quindi di un prelievo non assoggettabile ad Iva, in quanto avente natura tributaria, mentre l’imposta sul valore aggiunto mira a colpire una qualche capacità contributiva che si manifesta quando si acquisiscono beni o servizi versando un corrispettivo, in linea con la previsione di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 3. Non, dunque, quando si paga un’imposta, sia pure destinata a finanziare un servizio da cui trae beneficio il medesimo contribuente. Tuttavia il Tribunale di Genova non condivide tale orientamento e definisce la sentenza della Consulta del 2009 indubbiamente suggestiva ma non decisiva. L’attività di raccolta e smaltimento rifiuti – si legge nella sentenza del Tribunale di Genova – viene svolta da un imprenditore che gestisce un servizio pubblico, “non diversamente da quanto fanno altri concessionari comunali e pubblici che somministrano beni di non inferiore utilità come ad es. l’acqua potabile o l’energia elettrica: addebitando l’Iva sulle loro prestazioni e cessioni”. Il Tribunale di Genova arriva quindi alla conclusione di respingere la richiesta di rimborso dell’IVA dopo aver attentamente analizzato normativa e giurisprudenza compresa la nota sentenza della Corte Costituzionale n. 238/2009. Insomma, la controversa questione sull’Iva è destinata a protrarsi per lungo tempo.