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MEF 8/3/2013: ripubblicate le linee guida ministeriali sulla TARES

27 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

L’8 marzo 2013 il Dipartimento delle Finanze del Mef ha ripubblicato sul proprio sito internet, rivisti e corretti, il “prototipo” di Regolamento per l’istituzione e l’applicazione della Tares e le “Linee guida” per la redazione del “piano finanziario” e l’elaborazione delle tariffe della stessa Tariffa, già messi a disposizione delle Amministrazioni precedentemente.
In ordine al regolamento si segnalano i seguenti interventi: all’art. 13 comma 4, relativo alla determinazione della tariffa, viene corretto il riferimento a “l’aliquota” (sostituito con “le tariffe”); all’art. 28 (cumulo di riduzioni e agevolazioni) viene corretto l’esempio riportato nella nota relativo all’applicazione di due riduzioni del 30%, in tal caso la riduzione complessiva non sarebbe del 60% ma del 51% (nella versione originaria era invece indicata la riduzione complessiva del 49%).
Più corpose invece le modifiche alle linee guida per la redazione del piano finanziario e per elaborazione delle tariffe. Al paragrafo 12, relativo all’approvazione del piano finanziario, relativamente alle competenze delle ATO, compare ora la seguente integrazione: <<Occorre osservare, al riguardo, che nell’art. 3-bis del D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, è stato inserito, ad opera dell’art. 34, comma 23, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, il comma 1-bis, il quale dispone che “Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe all’utenza per quanto di competenza, di affidamento della gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente articolo”. Quest’ultimo comma dispone che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano organizzano lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica definendo il perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituendo o designando gli enti di governo degli stessi, entro il termine del 30 giugno 2012. La norma avverte che, decorso inutilmente tale termine, il Consiglio dei Ministri esercita i poteri sostitutivi di cui all’art. 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei. Il predetto termine del 30 giugno 2012 non può operare con riferimento al settore dei rifiuti urbani, tenuto conto dell’esistenza della norma contenuta nel citato comma 186-bis dell’art. 2 della legge n. 191 del 2009, nonché della circostanza che il comma 1-bis dell’art. 3-bis è stato introdotto successivamente alla scadenza del termine in questione. Dall’insieme di queste considerazioni consegue che, laddove non siano stati istituiti e attivati gli enti di governo degli ambiti per i rifiuti, l’approvazione dei Piani finanziari permane in capo ai comuni.>>
Al paragrafo 20, relativo all’approvazione delle tariffe, viene chiarita la competenza del consiglio comunale, come si evince dalla seguente integrazione: <<Occorre peraltro chiedersi se, a seguito dell’emanazione dell’art. 3-bis del D.L. n. 138 del 2011, l’approvazione delle tariffe sia stata demandata agli enti di governo degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti, posto che il comma 1-bis, del citato art. 3-bis dispone che “Le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, compresi quelli appartenenti al settore dei rifiuti urbani, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe all’utenza per quanto di competenza, di affidamento della gestione e relativo controllo sono esercitate unicamente dagli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del presente articolo”. Premesso che la norma sarà applicabile solo dopo che i predetti enti di governo siano stati effettivamente istituiti e resi operanti, non può trascurarsi che la potestà tariffaria è attribuita ai medesimi in materia di tariffe per i servizi locali a rete di rilevanza economica solo “per quanto di competenza”, cosicché la stessa norma attributiva della funzione si pone come disposizione generale potenzialmente recessiva a fronte di più specifiche prescrizioni. Ora, da un lato per i pubblici servizi in esame è di regola previsto l’addebito di un corrispettivo (ad es. nel caso dei servizi idrici e della distribuzione di calore) e non di un tributo; dall’altro, l’art. 14 del D.L. n. 201 del 2011, attribuisce specificamente la potestà tariffaria per il tributo sui rifiuti e sui servizi al consiglio comunale. Ne segue allora che le tariffe del tributo in questione – sia nella parte relativa alla componente “rifiuti” che in quella relativa alla componente “servizi” – restano attribuite al comune e non agli enti di governo dell’ambito territoriale, prevalendo la lex specialis di cui all’art. 14 del D.L. n. 201 del 2011 sulla lex generalis di cui all’art. 3-bis del D.L. n. 138 del 2011.>>