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MEF 14/12/2012: contributo unificato nel processo tributario – risposte ai quesiti

24 Gen 2013 | ARCHIVIO STORICO

Il Ministero dell’Economia e delle Finanza con la direttiva n. 2/DGT del 14/12/2012 ha fornito chiarimenti in relazione ai quesiti sollevati sull’introduzione del contributo unificato nel processo tributario, in particolare si è espresso su: l’appello incidentale, la dichiarazione e la determinazione del valore della lite, la notifica dell’invito al pagamento, la prenotazione a debito. Appello incidentale connesso al principale. L’appello incidentale che viene depositato unitamente alle controdeduzioni resta assoggettato all’imposta di bollo qualora si riferisca ad un appello notificato prima del 7 luglio 2011, ciò anche se il deposito dell’appello incidentale è avvenuto successivamente a tale data. Ricorsi degli enti impositori. I ricorsi presentati dagli enti impositori diversi dalle amministrazioni dello Stato, Agenzie fiscali e altre amministrazioni pubbliche ammesse a regime di favore, sono assoggettati al pagamento del contributo unificato e non sono ammessi alla “prenotazione a debito”. Nessuna relazione tra marca da bollo e contributo unificato. Nel caso in cui il contribuente apponga sul ricorso una marca da bollo di valore pari a quanto dovuto per il contributo unificato, l’obbligo fiscale relativo a detto ricorso non può ritenersi assolto, in quanto ‘imposta di bollo e il contributo unificato non possono essere compensati trattandosi di due tributi nettamente distinti, sia con riguardo ai presupposti soggettivi ed oggettivi, sia rispetto alle finalità cui sono destinati. Pertanto, l’imposta di bollo assolta mediante marche non è rimborsabile (Agenzia delle Entrate – Circolare 21 dicembre 2001, n. 106/E). Il contributo unificato riscosso per il ricorso iscritto a ruolo. E’ corretto riscuotere il contributo unificato per ciascun ricorso iscritto a ruolo. Infatti, il valore della controversia è quello relativo all’atto di accertamento notificato ai coobbligati. In questo caso non si è di fronte ad un litisconsorzio necessario, ma ad una fattispecie di condebitori solidali. Questi ultimi possono decidere in proprio se impugnare o meno l’atto di accertamento; pertanto, il contributo unificato è dovuto per ogni ricorso proposto e autonomamente iscritto a ruolo in base al valore dell’atto di accertamento notificato dall’ente impositore. Omessa indicazione della PEC nel ricorso collettivo: unica maggiorazione del contributo unificato. Per omessa indicazione della PEC, da notificare a tutti i ricorrenti coobbligati presso il domicilio eletto all’atto della costituzione in giudizio, deve essere irrogata una sola sanzione, in quanto si tratta di un unico ricorso per il quale è obbligatoria l’indicazione di un unico indirizzo di posta elettronica certificata del difensore anche in presenza di più ricorrenti. Resta fermo che l’adempimento dell’obbligazione da parte di uno dei ricorrenti comporta l’estinzione della stessa anche nei confronti di tutti gli altri coobbligati. Dichiarazione del valore della lite successiva alla notifica. Qualora la dichiarazione del valore della lite non venga resa nelle conclusioni del ricorso, è possibile sanare tale omissione mediante la precisazione, anche in un atto separato, del valore della causa. La precisazione del valore deve essere, comunque, sottoscritta e datata dal difensore o dalla parte e deve esser resa non oltre il termine di trenta giorni dalla data di deposito dell’atto. Il termine dei trenta giorni risulta coerente per la notifica dell’invito al pagamento e consente di sanare l’omissione della dichiarazione del valore della lite anche nei casi di deposito dei ricorsi a mezzo posta. Mancata indicazione del valore della lite. La dichiarazione del valore della lite deve essere effettuata dalla parte, in modo specifico, nelle conclusioni del ricorso (art. 14, co. 3-bis, TUSG). In analogia con le altre giurisdizioni è ammessa una sanatoria dell’omissione, infatti l’onere di indicare il valore della lite resta a carico delle parti e l’Ufficio non è tenuto a ricercare aliunde il valore della lite né ad attivarsi autonomamente per attribuire il valore alla controversia mediante l’esame degli atti di accertamento Impugnazione di un avviso di fermo o di ipoteca: valore di lite. Al fine della quantificazione del valore del contributo unificato, nell’ipotesi di impugnazione di un avviso di fermo o di ipoteca, occorre tener conto esclusivamente del valore dei crediti tributari, al netto di interessi, sanzioni e altri oneri accessori, per i quali viene effettuata la richiesta di fermo o di iscrizione ipotecaria. Mancata indicazione della PEC nel ricorso. Qualora l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) venga indicato nella nota di iscrizione a ruolo, ma non sia riportato nel ricorso, è possibile sanare l’omessa indicazione con il deposito di un atto che li contenga, debitamente sottoscritto dal difensore o dalla parte, senza che sia necessario che tale atto venga notificato alla controparte. Prescrizione del diritto alla riscossione del contributo unificato. In mancanza di una specifica disposizione di legge nell’ambito del testo unico delle spese di giustizia che disciplina la prescrizione del diritto alla riscossione del contributo unificato, il Mef ritiene che il predetto diritto deve intendersi sottoposto alla prescrizione decennale ordinaria (art. 2946 c.c.).