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Mediazione nei crediti tributari, così come modificata dal D.lgs. n. 156/2015, rubricato “Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario, in attuazione degli articoli 6, comma 6, e 10, comma 1, lettere a) e b), della legge 11 marzo 2014, n. 23.”

9 Nov 2015 | ARCHIVIO STORICO

Il D.lgs. n. 156/2015 ha previsto la possibilità, per il contribuente, di esperire la procedura di mediazione nelle controversie aventi ad oggetto crediti di natura tributaria.
A tal fine, l’art. 9, comma 10, lett. l), della norma in commento, rubricato “Modifiche al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546”, prevede la modifica dell’art. 17bis, concernente, per l’appunto, gli istituti giuridici di reclamo e mediazione.
Recita il novellato art. 17bis: “1. Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa.”
Ad una prima lettura del dettato normativo, sembrerebbe che la procedura di mediazione costituisca una mera facoltà, della quale il contribuente possa decidere di servirsi o meno. Proseguendo nella lettura dei successivi commi del novellato art. 17bis, il legislatore provvede a garantire alla procedura mediativa il ruolo di condizione di procedibilità per il ricorso medesimo, prevedendo, al comma 2, che “il ricorso non e’ procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.”
Il successivo comma 6 dispone, infine che: “Nelle controversie aventi ad oggetto un atto impositivo o di riscossione, la mediazione si perfeziona con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo tra le parti, delle somme dovute ovvero della prima rata. Per il versamento delle somme dovute si applicano le disposizioni, anche sanzionatorie, previste per l’accertamento con adesione dall’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Nelle controversie aventi per oggetto la restituzione di somme la mediazione si perfeziona con la sottoscrizione di un accordo nel quale sono indicate le somme dovute con i termini e le modalità di pagamento. L’accordo costituisce titolo per il pagamento delle somme dovute al contribuente.”
Dunque, appare di chiara evidenza che la novella normativa inciderà in maniera rilevante tanto sulle procedure della giurisdizione tributaria, quanto sui procedimenti avviati dalle aziende affidatarie dei servizi di accertamento e riscossione delle entrate degli Enti locali.
Le società concessionarie, infatti, dovranno adeguare l’iter procedurale interno a ciascuna azienda alla novità introdotta dal d.lgs. n. 156/2015, conformando le informative contenute negli avvisi di pagamento che le stesse inviano ai contribuenti al dettato normativo, che entrerà in vigore dal 1 gennaio p.v.
Sarà, a tal fine, necessario operare un distinguo all’interno delle informazioni utili per proporre ricorso contro l’atto impositivo o di riscossione inviato al contribuente. In pratica, occorrerà tracciare due direttrici: laddove il contribuente sia intenzionato a proporre ricorso avverso l’atto impositivo entro il 31 dicembre di quest’anno, egli dovrà seguire le ordinarie procedure, essendo non ancora vigente la novella normativa. Nessuna modifica sarà, dunque, da apportare nelle diciture già presenti sugli atti dei concessionari. Viceversa, ove l’avviso di pagamento sia impugnabile a partire dal 1 gennaio 2016, data di entrata in vigore delle norme contenute nel d.lgs. n. 156/2015, il concessionario dovrà informare il contribuente dell’obbligatorietà del previo esperimento della procedura di mediazione, pena l’inammissibilità del ricorso.
A tale scopo, appare, ad avviso della scrivente, utile inserire, nei propri moduli, una specifica che richiami la nuova normativa. Si propone, a titolo puramente esemplificativo, un esempio:
“Si informa, inoltre che, ai sensi e per gli effetti del D.lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 9, comma 10, lett. l), commi 1 e ss., è previsto che “1. Per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa. Il valore di cui al periodo precedente e’ determinato secondo le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2. Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili, ad eccezione di quelle di cui all’articolo 2, comma 2, primo periodo.
2. Il ricorso non e’ procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale”.

Da ultimo, torna utile segnalare che la formula sopra indicata va anche riportata nella ingiunzione emessa per il recupero coattivo del tributo, trattandosi di atto incluso nel novero delle controversie , dal comma 6, della norma in commento.