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Maxiemendamento riscossione (conversione in legge del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201).

29 Dic 2011 | ARCHIVIO STORICO

Il testo del decreto legge n. 201 del 2011, prevede alcune rilevanti modifiche all’art. 7, comma 2, lettere gg-ter) e seguenti del D.L. n. 70 del 2011, in materia di riscossione. La prima modifica, ad opera degli emendamenti relativi all’art. 10 del D.L. n. 201, riguarda la proroga di un anno – dunque al 31 dicembre 2012- della cessazione delle attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie e patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate da parte di Equitalia. Per gli enti locali, in tal modo, c’è ancora un anno di tempo prima di passare al regime obbligatorio dell’evidenza pubblica per l’affidamento delle proprie entrate, ponendo fine alla proroga dei contratti in essere che si trascinava sin dal 2005. Infatti, il nuovo testo dell’art. 10 in commento, si preoccupa anche di spostare in avanti – sempre al 31 dicembre 2012 – i termini contenuti nell’art. 3, commi 24, 25 e 25-bis, del d.l. n. 203 del 2005, il cui contenuto riguarda proprio la regolazione del termine delle attività di riscossione nel campo dei tributi locali da parte di Equitalia e la partenza del nuovo sistema teso a consentire agli enti locali di organizzare le loro attività di riscossione sia in maniera diretta che con l’affidamento a terzi. La novità di maggior rilievo, però, è contenuta nel nuovo art. 14-bis, inserito nel testo all’esame del Senato, che, modificando la lettera gg-quater) del comma 2, dell’art. 7 del D.L. n. 70 del 2011, consente nuovamente l’affidamento esterno della riscossione spontanea, ma preclude la possibilità di affidare a soggetti terzi la riscossione coattiva. In pratica, comuni e province potranno effettuare direttamente, o mediante affidamento a società in house, la riscossione coattivacon la procedura dell’ingiunzione fiscale, coadiuvata dalle disposizioni del D.P.R. n. 602 del 1973, in quanto compatibili – con la possibilità, dunque, di utilizzare il fermo amministrativo e l’iscrizione di ipoteca -. A tale conclusione si giunge poiché lo stesso art. 7, comma 2, alla lettera gg-septies), ha abrogato tutte le disposizioni legislative che prevedevano l’utilizzo dell’ingiunzione fiscale per i concessionari privati, disciplinando compiutamente, però, alla precedente lettera gg-quater), le procedure per gli enti locali ed i soggetti terzi nell’ambito della riscossione coattiva. Con l’eliminazione della possibilità di affidamento a terzi della riscossione coattiva sembra mancare qualsiasi possibilità per i concessionari privati di poter espletare l’attività di riscossione coattiva in mancanza di riferimenti normativi che consentano l’utilizzo dell’ingiunzione fiscale.