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Legge 18 luglio 2013 n. 85: convertito il d.l. 54/2013 sulla sospensione dell’IMU

27 Set 2013 | ARCHIVIO STORICO

E’ stata pubblicata in G.U. n. 168 del 19/7/2013 la legge 18 luglio 2013 n. 85 di conversione del decreto-legge 21 maggio 2013, n. 54, recante interventi urgenti in tema di sospensione dell’imposta municipale propria, di rifinanziamento di ammortizzatori sociali in deroga, di proroga in materia di lavoro a tempo determinato presso le pubbliche amministrazioni e di eliminazione degli stipendi dei parlamentari membri del Governo. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Si ricorda che il d.l. 54/2013 ha sospeso il versamento della prima rata dell’IMU 2013 per le abitazioni principali e relative pertinenze (escluse le abitazioni di lusso di categoria A/1, A/8 e A/9), per le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa (adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari), per gli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP o da altri enti (Ater, Aler), nonché per i terreni agricoli e i fabbricati rurali (abitativi e strumentali). Il tutto nelle more di una complessiva riforma dell’imposizione immobiliare da attuarsi entro la fine di agosto 2013, una sorta di fusione fredda tra Imu e Tares che rischia di infrangersi sui principi costituzionali e comunitari. In ogni caso, se non si riuscirà nell’intento, la prima rata dell’IMU slitterà al 16 settembre 2013. Il legislatore si è poi preoccupato di compensare il mancato gettito per i comuni, aumentando il limite massimo di ricorso all’anticipazione di tesoreria (articolo 222 Tuel) – che il Dl 35/13 aveva già incrementato da tre a cinque dodicesimi – portandolo al 50% del gettito effettivo Imu 2012 per le fattispecie oggetto di sospensione. La legge di conversione del d.l. 54/2013 contiene due novità: 1) è possibile utilizzare gli avanzi di amministrazione anche se l’ente ha chiesto un anticipo di cassa, in deroga al testo unico sugli enti locali; 2) è possibile per i comuni chiedere l’estensione del meccanismo dell’anticipazioni alle unioni di cui fanno parte. Si riportano le modifiche introdotte dalla legge di conversione. All’articolo 1, dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2-bis. I comuni che ricorrono all’anticipazione di tesoreria esclusivamente per la sospensione di cui al comma 1 possono utilizzare, per l’anno 2013, l’avanzo di amministrazione non vincolato, in deroga a quanto stabilito dall’articolo 187, comma 3-bis, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267»; Inoltre, sempre all’art. 1, dopo il comma 3 è inserito il seguente: «3-bis. L’applicazione delle disposizioni dei commi 2 e 3 è estesa, su richiesta dei comuni interessati, anche alle unioni di comuni con riferimento, in tutto o in parte e in alternativa al suo utilizzo da parte del singolo comune, all’incremento di anticipazione consentito e riconosciuto a ciascun comune componente dell’unione ai sensi del comma 2. Alla restituzione dell’anticipazione provvedono i singoli comuni componenti dell’unione nella misura pari alla quota dell’anticipazione richiesta da ciascuno di essi».