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LE QUESTIONI SULL’IMU E LE PROPOSTE SULLA TARES, SULL’IMPOSTA DI SOGGIORNO E SULL’IMU SECONDARIA

9 Nov 2013 | ARCHIVIO STORICO

Il 20 settembre scorso l’ANCI ha tenuto un’audizione davanti alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera sul decreto-legge n. 102/2013. Nel corso della seduta il presidente dell’ANCI ha segnalato diversi problemi finanziari per i comuni. In primo luogo, relativamente al 2013, l’erogazione dell’importo compensativo per il mancato gettito della prima rata (pari a 2,4 miliardi) non è stato ancora erogato ai comuni e non si sa quando verrà trasferita la seconda rata. L’art. 3 del d.l. n. 102/2013 (13) prevede l’integrale ristoro per i comuni del minor gettito IMU derivante dall’abolizione della prima rata per le abitazioni principali e le altre fattispecie previste dalla norma. Il contributo è ripartito tra i comuni con decreto ministeriale da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del d.l. 102/2013, quindi entro il 30 settembre 2013. Sul punto il presidente dell’ANCI segnala che, se non arrivano le risorse in pochi giorni, il 30 settembre si apre un buco di liquidità per i comuni, con il rischio di non poter pagare gli stipendi ai propri dipendenti. Il Governo ha subito rassicurato l’ANCI sull’immediata liquidazione degli importi previsti, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. Inoltre non è chiaro qual è l’importo che dovrà coprire la seconda rata IMU 2013, che non può essere pari a 2,4 miliardi (come per la prima rata), dovendo prendere in considerazione tutti gli aumenti di aliquota effettuati dai comuni nel corrente anno (per inciso i comuni hanno tempo fino al 30 novembre per deliberare tali aumenti). Si tratta di un maggiore importo stimato in circa 260 milioni di euro su base annuale, quindi l’importo compensativo del saldo IMU 2013 dovrebbe attestarsi intorno ai 2,5-2,6 miliardi. Poi c’è la questione delle compensazioni IMU 2012: qui mancano all’appello 700 milioni di euro che i comuni devono ancora recuperare, questione che dovrà essere necessariamente risolta con un prossimo provvedimento o nella legge di stabilità 2014. Per un approfondimento sul quadro finanziario dei comuni dopo il d.l. 102/2013 si rinvia al documento predisposto dell’ANCI e all’intervento di EUGENIO PISCINO, in questo numero della Rivista, a pag. 3. L’ANCI si sofferma inoltre illustrando alcune proposte che riguardano in particolare la TARES, l’IMU secondaria e l’imposta di soggiorno. In ordine alla TARES l’ANCI evidenzia che dal tenore letterale dell’art. 5 del d.l. 102/2013 sembra doversi dedurre che il nuovo assetto dei criteri di graduazione delle tariffe sia di tipo cumulativo e quindi imponga di considerare l’insieme dei criteri Tarsu con i criteri del metodo normalizzato. Questa possibile interpretazione mantiene intatti i problemi di rigidità nella prima applicazione del nuovo tributo che i Comuni e diverse associazioni di categoria hanno lamentato. L’Anci ritiene in proposito che si debba intervenire perlomeno per eliminare i dubbi applicativi sulle nuove modalità per la determinazione dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti e per la graduazione delle tariffe, per evitare che l’applicazione del DPR 158 del 1999 comporti eccessivi aumenti di prelievo per i Comuni che non erano obbligati all’adozione di tali criteri, in quanto avevano adottato il regime Tarsu (circa 6700 amministrazioni per circa 40 milioni di abitanti), ovvero, pur avendo adottato un regime tariffario, non avevano applicato integralmente i predetti criteri in virtù della flessibilità concessa da carattere “sperimentale” del regime stesso (gran parte degli oltre 1300 comuni in Tia). Si rende pertanto necessario prevedere una sollecita revisione dei criteri relativi alla graduazione delle tariffe attualmente recati dal DPR 158/1999 che restano ancorati a ricerche e valutazioni sulla produzione di rifiuti delle famiglie e delle diverse categorie produttive di circa vent’anni fa, oramai obsoleto e inadeguato alle esigenze di efficienza del prelievo sui rifiuti. Relativamente all’imposta di soggiorno l’ANCI rileva che il nuovo tributo non ha mai ricevuto piena attuazione, in quanto il regolamento statale non è stato ancora emanato, determinando così difficoltà applicative che comportano forti rischi di contenzioso tra le categorie più direttamente interessate e i Comuni che hanno deliberato il nuovo tributo secondo le attuali previsioni di legge. In particolare, l’ANCI ritiene necessario precisare il ruolo dei gestori delle strutture ricettive quali responsabili del pagamento del tributo con facoltà di rivalsa sul soggetto passivo. In assenza di tale previsione infatti, tutto l’impianto che alcuni Comuni hanno già attivato per l’istituzione dell’imposta potrebbe non trova riscontro nel pagamento effettivo da parte dei contribuenti. L’ANCI ritiene inoltre necessario che venga estesa a tutti i Comuni la facoltà di adozione del tributo, superando difficoltà applicative dovute alla precedente indicazione delle Unioni di Comuni quali possibili soggetti attivi e alla limitazione ai Comuni turistici o città d’arte sulla base di “elenchi regionali” che in molte regioni non risultano ancora deliberati. La mancanza di regole certe ha alimentato un notevole contenzioso sull’imposta di soggiorno, più volte segnalato da questa Rivista: tra le sentenze più recenti, si vedano TAR Palermo n. 1399 del 4/7/2013 (in TN n. 16/2013), TAR Milano n. 1824 del 12/7/2013 (in TN n. 15/2013), TAR Veneto n. 141 del 5/2/2013 (in TN n. 6/2013), TAR Toscana n. 200 del 7/2/2013 (in TN n. 4/2013) In merito all’imposta municipale secondaria, il nuovo tributo previsto dal d.lgs 23/2011 che dal 2014 dovrebbe accorpare tutti i tributi “minori” (Tosap, imposta comunale sulla pubblicità, diritto sulle pubbliche affissioni, Cosap e Cimp), l’ANCI evidenzia che non è stato ancora adottato il regolamento statale attuativo, né è possibile ipotizzare che sia reso disponibile entro poche settimane, così da rendere possibile un ordinato avvio del nuovo regime. Inoltre, i Comuni che intendono affidare la riscossione della nuova imposta non hanno potuto ancora predisporre i bandi di gara, non conoscendo i criteri che la disciplineranno. È pertanto necessaria una proroga dell’entrata in vigore dell’Imu secondaria al 2015, evitando così un ulteriore aggravio di adempimenti in corso d’anno per gli enti locali e per i contribuenti, in un periodo già denso di modifiche agli assetti dei tributi locali Sul tema dell’IMU secondaria si rinvia all’intervento di GIUSEPPE DEBENEDETTO, Il rebus dei tributi “minori” dal 2014 con il passaggio all’IMU secondaria, in TN n. 15/2013; si veda anche Imposta secondaria in cerca di regole, Il Sole 24 Ore del 22/7/2013