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LE PALE EOLICHE SONO ACCATASTABILI IN D/1 E PAGANO L’ICI

10 Apr 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sezione Tributaria sentenza n. 4028 del 14.3.2012

Con la sentenza n. 4028 del 14/3/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: “I parchi eolici in quanto costituiscono una centrale elettrica sono accatastabili nella categoria D/1-Opificio e le pale eoliche debbono essere computate ai fini di determinazione della rendita come lo sono le turbine di una centrale idroelettrica, poiché le prime, come le seconde, costituiscono una componente strutturale ed essenziale della centrale stessa, sicché questa senza quelle non potrebbe più essere qualificata tale, restando diminuita nella sua funzione complessiva e unitaria ed incompleta nella sua struttura“. Nella fattispecie una società contribuente aveva impugnato alcuni avvisi di accertamento ICI relativi agli aerogeneratori del “parco eolico” di sua proprietà, contestando l’accatastamento nella categoria D/1 (opificio), sostenendo che fosse più corretto l’accatastamento nella categoria E. In primo grado la CTP aveva dato ragione al contribuente, disponendo che le pale eoliche dovessero essere accatastate nella categoria E/3 (costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche), mentre in secondo grado la CTR accoglieva l’appello del comune confermando la legittimità degli accertamenti e riconoscendo l’accatastabilità delle pale eoliche nella categoria D/1 – Opificio. La Cassazione conferma la tesi della CTR, applicando al parco eolico gli stessi principi affermati alle centrali elettriche in ordine al rapporto tra turbine e centrale, nel senso che le turbine costituiscono una componente strutturale ed essenziale della centrale stessa, quindi devono computarsi nel calcolo per la determinazione della rendita catastale. Principio peraltro confermato dal legislatore con norma di interpretazione autentica (art. 1-quinquies d.l. n. 44/2005 conv. legge n. 88/2005). Ebbene, le centrali elettriche devono essere accatastate in categoria D/1 e non già in E/3, essendo peraltro irrilevante il richiamo alla legge n. 387/2003 che dichiara di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Peraltro, l’art. 2 comma 40 del d.l. n. 262/2006 dispone espressamente che “nelle unità immobiliari censite nelle categorie catastali E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9 non possono essere compresi immobili o porzioni di immobili destinati ad uso commerciale, industriale, ad ufficio privato ovvero ad usi diversi, qualora gli stessi presentino autonomia funzionale e reddituale”. E’ pertanto incompatibile la destinazione ad uso commerciale o industriale di un immobile con la possibile classificabilità in categoria “E”. Inoltre la direttiva comunitaria 2001/77/CE attuata con la legge n. 387/2003 è stata superata ed abrogata dalla direttiva comunitaria 2009/28/CE attuata con il d.lgs. n. 28/2001, il quale prevede un regime di sostegno per lo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nel cui quadro normativo non emerge alcuna previsione di una specificità dell’accatastamento degli impianti o di esenzioni o riduzioni in materia di ICI.