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L’AGGIO RICONOSCIUTO AD EQUITALIA È UN AIUTO DI STATO

14 Giu 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con l’ordinanza n. 41 del 29/1/2013 la Commissione Tributaria Provinciale di Latina ha chiesto alla Corte di Giustizia europea di pronunciarsi, in via pregiudiziale, sull’aggio del 9% stabilito dall’art. 17 del D.Lgs. n. 112 del 1999, dichiarando se lo stesso costituisca aiuto di Stato incompatibile con il mercato unico dei compensi di riscossione e con il diritto comunitario. La Corte di Giustizia UE sarà quindi chiamata a stabilire se il compenso in questione sia tale da favorire Equitalia rispetto alle altre imprese che svolgono l’attività di riscossione, che si trovano in una situazione di fatto e di diritto assolutamente analoga sotto il profilo dello scopo perseguito. In ordine alla disciplina sull’aggio va detto che recentemente il legislatore è intervenuto rivisitando radicalmente il sistema della remunerazione dei costi necessari per la riscossione dei tributi, sostituendo integralmente il primo comma dell’art. 17 del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, rinunciando all’utilizzo del termine “aggio” e preferendo il più appropriato termine “rimborso”. Invero, attraverso il D.L. n. 201 del 2011 vi è una revisione normativa sull’aggio, che dal 2013 si riduce all’8% prevedendo contestualmente un completo riassetto del sistema delle remunerazione di Equitalia che avrà diritto al rimborso dei costi fissi in proiezione. I decreti con cui verrà sostituito l’aggio devono essere approvati entro il 31 dicembre 2013 (art. 10 comma quinquies, del D.L. n. 201 del 2011) e quindi la riforma dell’aggio dovrebbe entrare in vigore nel 2014. Fino ad allora resta ferma la disciplina vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto 201/2011, cioè l’art. 17 D.Lgs. n. 112 del 1999. Ciò posto, la commissione tributaria di Latina ritiene di dover rimettere alla Corte di Giustizia Europea la questione pregiudiziale di legittimità del compenso in favore dell’agente della riscossione, verificando se l’aggio sia tale da favorire Equitalia rispetto ad altre imprese che si trovano in una situazione di fatto o di diritto analoga sotto il profilo dello scopo perseguito. Viene in particolare ravvisata la violazione dell’art. 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) che dichiara incompatibile con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati ovvero mediante risorse statali che favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minacciano di falsare la concorrenza. Peraltro sul fronte del diritto interno è imminente la decisione della Corte costituzionale sulla legittimità dell’aggio, dopo che almeno due commissioni tributarie abbiano ritenuto la questione rilevante e non manifestamente infondata, per contrasto con gli artt. 3 e 97 Cost., nella parte in cui la normativa statale (art. 17 d.lgs. 112/99) stabilisce il pagamento dell’aggio di riscossione in misura fissa anziché in misura corrispondente ai costi del servizio di riscossione. Si tratta dell’ordinanza n. 271 del 23/9/2010 della CTP di Roma (in G.U. n. 48 del 5/12/2012) e l’ordinanza del 18/12/2012 della CTP di Torino.