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La data di notifica vale per l'efficacia delle rendite catastali

22 Mar 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 1594 del 23.1.2013

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1594 del 23 febbraio 2013, ha affermato che gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali sono efficaci solo a decorrere dalle avvenute notificazioni, segnando in tal modo il momento a partire dal quale l’Amministrazione comunale può richiedere l’applicazione della nuova rendita. In particolare la Cassazione ha ribadito che al provvedimento di attribuzione della rendita catastale all’immobile va riconosciuta natura costitutiva e non dichiarativa, priva di efficacia retroattiva e pertanto non si applica ai periodi di imposta precedenti alla attribuzione della rendita, in relazione ai quali trova applicazione esclusivamente il criterio del “valore contabilizzato”, ossia fissato sulla base dei costi contabili, con riferimento alla base imponibile dei fabbricati non iscritti in catasto posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino alla attribuzione della rendita catastale (l’art. 5 comma 3 del d.lgs. n. 504/92 ha previsto un metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili). A tale stregua, mentre anteriormente alla richiesta di attribuzione della rendita il proprietario del fabbricato di categoria D è tenuto ad applicare il regime del valore contabile, successivamente a tale richiesta il medesimo, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova, derivante dall’adesione al sistema generale della rendita catastale, e può avere il dovere di pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tal senso) ovvero il diritto di pagare una somma minore, e di chiedere il rimborso, nei termini di legge, il rimborso di quanto pagato in eccedenza. Ciò in quanto l’art. 74 comma 1 della legge n. 342/2000 (ove si prevede che “gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono infatti efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione”) va interpretato nel senso dell’impossibilità giuridica di utilizzare una rendita prima della sua notifica al fine di individuare la base imponibile dell’ICI, ma non anche dell’esclusione dell’utilizzabilità della rendita medesima, una volta notificata, a fini impositivi anche per annualità d’imposta “sospese”, e cioè suscettibili di accertamento o di liquidazione o di rimborso. In sostanza la notifica in questione è mera condizione di efficacia, non rimanendo all’esito della medesima esclusa l’utilizzabilità di tale rendita, una volta notificata, per le annualità di imposta sospese, ossia suscettibili di accertamento, di liquidazione o di rimborso. Gli atti attributivi o modificativi delle rendite catastali sono pertanto efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, il legislatore non avendo voluto restringere il potere di accertamento tributario al periodo successivo alla notificazione del classamento ma piuttosto segnare il momento a partire dal quale l’amministrazione comunale può richiedere l’applicazione della nuova rendita ed il contribuente può tutelare le sue ragioni contro di essa, non potendo confondersi l’efficacia della modifica della rendita catastale – coincidente con la notificazione dell’atto – con la sua applicabilità, che va riferita invece all’epoca della variazione materiale che ha portato alla modifica.