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IMU – Variazioni catastali relative ai fabbricati rurali – Art. 29, comma 8, del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative

20 Gen 2012 | ARCHIVIO STORICO

La questione dei fabbricati rurali è destinata ancora ad andare avanti. Infatti, l’art. 29, comma 8 del D.L. 29 dicembre 2011, n. 216, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, cosiddetto milleproproghe, prevede che “Restano salvi gli effetti delle domande di variazione della categoria catastale presentate ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, anche dopo la scadenza dei termini originariamente previsti dallo stesso comma e comunque entro e non oltre il 31 marzo 2012 in relazione al riconoscimento del requisito di ruralità, fermo restando il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo”. Tale norma dispone che le domande per il riconoscimento dei requisiti di ruralità ed il relativo accatastamento in A/6 (fabbricati rurali abitativi) e D/10 (fabbricati rurali strumentali) stabilito dall’art. 1, comma 2-bis, del D.L. n. 70 del 2011, producono effetti anche se presentate dopo la scadenza dei termini originariamente previsti, ma comunque  entro il 31 marzo 2012. Tale disposizione ha i suoi riflessi anche in ambito IMU poiché con l’istituzione del nuovo tributo, anche i fabbricati rurali saranno oggetto di imposizione. Tuttavia, l’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011, che a decorrere dal 2012, ha introdotto l’IMU  anticipatamente e in via sperimentale, prevede per detti fabbricati un regime agevolato. Infatti, i fabbricati rurali ad uso abitativo, qualora siano adibiti ad abitazione principale del soggetto passivo, potranno usufruire dell’aliquota ridotta prevista per tali immobili che è pari allo 0,4 %. Quest’ultima aliquota può essere variata dal comune in aumento o in diminuzione sino a 0,2 punti percentuali. Inoltre, per le abitazioni principali è prevista la detrazione di € 200 per il periodo per il quale è prevista tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per gli anni 2012 e 2013, la detrazione di € 200 è maggiorata di € 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. La maggiorazione non può superare € 400. Anche per i fabbricati rurali strumentali viene applicato un regime di favore; infatti, per detti immobili l’aliquota è ridotta allo 0,2 % che i comuni, nell’ambito della propria autonomia regolamentare possono ulteriormente ridurre fino allo 0,1 %.