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IMU: LEGITTIMA L’ALIQUOTA PIU’ ALTA PER I SOGGETTI IRES

15 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

TAR Liguria sentenza n. 1088 del 19.7.2013

Con la sentenza n. 1088 del 19/7/2013 il TAR Liguria ha affermato che è legittimo l’aumento dell’aliquota Imu per gli immobili posseduti da soggetti passivi Ires. Nella fattispecie alcuni contribuenti avevano contestato l’operato del comune, che in un primo momento aveva aumentato l’aliquota base dell’Imu per il 2012 di 0,3 punti percentuali per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, mentre successivamente riduceva l’aliquota per gli Immobili dei soggetti Ires dall’1,06% all’1%. Il ricorso dei contribuenti punta sull’illegittimità delle delibere comunali, sostenendo che l’art. 13 comma 9 del d.l. n. 201/2011 consentirebbe solamente di ridurre fino allo 0,4% l’aliquota per gli immobili dei soggetti Ires, senza alcuna possibilità di aumentarla. Tesi ritenuta assolutamente infondata dal TAR in quanto completamente avulsa dal quadro giuridico di riferimento. Invero, il d.l. n. 201/2011 ha differenziato le aliquote IMU fra l’abitazione principale, gli altri immobili in generale e determinate fattispecie da esso individuate. I margini di manovra delle aliquote sono stati definiti dall’art. 13, commi da 6 a 9, del d.l. n. 201/2011: – il comma 6 stabilisce che l’aliquota di base dell’imposta, relativa alla generalità degli immobili, è pari allo 0,76%, ritoccabile in aumento o in diminuzione fino a 0,3 punti percentuali (quindi dallo 0,46% all’1,06%);
– il comma 7 fissa la misura dell’aliquota per l’abitazione principale e le relative pertinenze e quindi non rileva nella controversia in questione;
– i commi 8, 8 bis e 9 prevedono riduzioni dell’aliquota per determinate categorie di immobili. In particolare, è previsto, al comma 9, che i comuni possano ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4% nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi IRES. Ebbene, dalla lettura coordinata di tali disposizioni, si evince chiaramente che gli immobili dell’impresa possono fruire dell’aliquota ridotta qualora i comuni abbiano ritenuto di deliberare tale misura di favore. In caso contrario, tali immobili saranno soggetti all’aliquota di base prevista dal comma 6, eventualmente modificabile in aumento entro il limite di 0,3 punti percentuali. Si tratta di una manovra effettuata dal comune nell’ambito della propria discrezionalità, insindacabile in sede di legittimità.