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IMU: LE UNITÀ IMMOBILIARI APPARTENENTI ALLE COOPERATIVE EDILIZIE A PROPRIETÀ INDIVISA

22 Ott 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la nota 12507 del 15/6/2012 il MEF ha chiarito che alle abitazioni degli IACP e delle cooperative edilizie a proprietà indivisa si applica l’aliquota ordinaria dello 0,76% e l’intero gettito è destinato al Comune senza ridurre allo 0,38 l’aliquota applicabile agli immobili in questione. Si ricorda che il d.l. 201/2011 ha tra l’altro stabilito che la detrazione (ma non l’aliquota ridotta) si applica anche a: 1) abitazioni IACP (o ATER-ALER) regolarmente assegnate; 2) abitazioni di cooperative edilizie assegnate ai soci. La legge n. 44/2012 ha integrato la norma precisando che “per tali fattispecie non si applicano la riserva della quota di imposta prevista dal comma 11 a favore dello Stato e il comma 17”. La disapplicazione è stata interpretata in due modi diversi: 1) i presidenti dei vari IACP/ATER/ALER hanno affermato di essere esenti dall’IMU per la quota statale, sostenendo di dover pagare l’imposta al netto dello 0,38% (in sostanza una riduzione del 50%); 2) l’IFEL ed il MEF ritengono invece che cooperative e IACP non godono di alcuno sconto, ma che “l’intero importo spetta ai Comuni”. La seconda lettura appare più aderente alla formulazione della norma, peraltro diversa da quella relativa agli immobili comunali non istituzionali per i quali invece è previsto, in modo inequivocabile, che “non è dovuta la quota di imposta statale”. La norma dovrebbe quindi spingere i sindaci a ridurre il prelievo senza dover girare alcuna somma all’erario e senza subire l’equivalente taglio del FSR. In conclusione per tale fattispecie è applicabile l’aliquota ordinaria dello 0,76% (modificabile dello 0,3%) e la sola detrazione di 200 euro (qualora vi sia anche residenza e dimora abituale), non anche la maggiorazione di 50 euro per i figli (alcuni autori non condividono l’interpretazione ministeriale in ordine all’applicazione della sola detrazione base e non anche della maggiorazione). Per tali immobili non si applica la riserva della quota a favore dello Stato. Si tratta di una conclusione confermata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il quale, con nota prot. 12507 del 15/6/2012 indirizzata alla Lega nazionale delle cooperative, ha chiarito che le cooperative edilizie a proprietà indivisa, sugli immobili adibiti ad abitazione principale, possono applicare già in sede di acconto le minori aliquote IMU deliberate dal comune rispetto a quella base dello 0,76%. Il MEF chiarisce inoltre che “dalla rinuncia da parte dello stato alla propria quota IMU” emerge che il legislatore “ha inteso destinare al comune tutto il gettito del tributo e non ridurre dallo 0,76% allo 0,38% l’aliquota di base applicabile agli immobili” delle cooperative edilizie. Del resto, prosegue la nota, “laddove il legislatore ha voluto ridurre l’aliquota di base, lo ha fatto espressamente, come è avvenuto per l’abitazione principale e per i fabbricati rurali ad uso strumentale per l’agricoltura”. Sul punto si evidenzia che la Federazione Italiana per la Casa (Federcasa), con la circolare n. 100/2012 del 18/7/2012 (quindi successiva alla nota del MEF), continua a sostenere “l’esclusione già dal versamento della prima rata della quota riservata allo Stato” sia per le Aler (ex Iacp) che per gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.