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IMU: CONTRASTI INTERPRETATIVI SULL’ESENZIONE DEI TERRENI INCOLTI UBICATI IN COMUNI MONTANI

24 Gen 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con la nota di approfondimento del 3/1/2013 l’IFEL perviene alla conclusione secondo cui i terreni c.d. incolti, in quanto non qualificabili come “agricoli” né “fabbricabili” a norma dell’art. 2 del d.lgs. 504, sono imponibili ai fini dell’IMU e le esenzioni riservate ai terreni agricoli non sono ad essi applicabili. L’IFEL ripropone la questione del presupposto dell’IMU, costituito dal possesso di immobili tout court (tutti gli immobili), quindi per i terreni sorge l’interrogativo se, rispetto all’ICI che assoggettava ad imposizione solo i terreni agricoli, il nuovo presupposto riguardi tutti i terreni (incolti, abbandonati, orticelli, destinati ad attività non agricole). Il comma 2 dell’art. 13 d.l. 201/11, però, dopo aver individuato il presupposto del tributo, precisa che “restano ferme le definizioni di cui all’art. 2 del d.lgs. n. 504/1992” che riguardano fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli. Tutto quindi dipende dall’interpretazione dell’inciso: se si darà valore di “definizione-specificazione” delle fattispecie imponibili IMU, allora i terreni incolti saranno esclusi dall’imposizione, viceversa se il riferimento all’art. 2 del d.lgs. n. 504/92 s’intenderà come solo “mero rinvio a definizioni” di talune fattispecie imponibili (in tal senso circ. 3/DF del 18/5/2012 e IFEL), i predetti terreni saranno assoggettati ad IMU. Andrebbe comunque evidenziato che l’estensione del presupposto del tributo a tutti gli immobili, se portato alle estreme conseguenze, rischia di dover condurre a conclusioni assurde, come quella di assoggettare ad imposta le aree edificabili gravate dal vincolo di inedificabilità assoluta. Occorrerebbe quindi un intervento legislativo di natura interpretativa, se non addirittura un ripristino della versione originaria della norma (fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli). Il MEF e l’IFEL pervengono comunque alla conclusione che i terreni incolti sono assoggettabili ad IMU. Tuttavia l’IFEL rimette in discussione le conclusioni raggiunte dal MEF e confermate dalla risposta ad interrogazione parlamentare del 19/12/2012, che avevano risolto il dubbio interpretativo per i terreni incolti ubicati in comuni montani, che per il MEF sono esenti mentre l’IFEL nega la possibilità di estendere le esenzioni riservate ai terreni agricoli. Sul punto la risposta del Governo all’interrogazione parlamentare del 19/12/2012 è chiara: i terreni incolti montani sono esenti dall’IMU in virtù di una lettura sistematica della disciplina del tributo. A conferma di ciò, si segnala che nelle istruzioni ministeriali alla dichiarazione IMU (approvate con DM 30/10/2012) vengono richiamate le fattispecie di esenzione e, tra queste, viene fatto, in generale, riferimento ai «terreni ricadenti nelle aree montane e di collina» e non più ai soli terreni agricoli, manifestando in tal modo l’intento di escludere dall’assoggettamento al tributo in argomento anche i terreni cosiddetti incolti. Non altrettanto chiara è la risposta dell’IFEL con la nota di approfondimento del 3/1/2013, che perviene a conclusioni diametralmente opposte, consentendo di esonerare i terreni incolti montani solo quando siano posseduti da agricoltori professionali, unitamente a terreni qualificabili come agricoli. La posizione dell’IFEL non appare condivisibile, anche alla luce delle motivazioni contenute nella risposta all’interrogazione del 19/12/2012 (che non vengono confutate). D’altronde i terreni incolti e gli orticelli che ricadono in aree montane o di collina (circolare n. 9/1993) devono considerarsi esenti dall’IMU, in primo luogo perché la norma di esonero [art. 7 lett. h) d.lgs. 504/92] non distingue se tali terreni siano o meno coltivati. Sussistono poi ulteriori ragioni che depongono a favore di tale conclusione: 1) appare difficile per lo stesso comune sostenere “contestualmente” l’esenzione dei terreni agricoli e l’imposizione dei terreni incolti (sarebbe in sostanza un paradosso); 2) si creerebbero effetti distorsivi per alcuni soggetti: si pensi, ad esempio, ai terreni incolti demaniali, che dovrebbero pagare l’imposta mentre quelli comunali resterebbero esenti (con evidente disparità di trattamento e probabile violazione dell’art. 3 Cost.)(16). L’esonero dall’IMU per i terreni incolti montani viene quindi dettata da una lettura sistematica e costituzionalmente orientata della disciplina IMU.