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IMPOSTA SULLA PUBBLICITA’: FRECCE DIREZIONALI DI AZIENDE DIVERSE COLLOCATE SU UN UNICO PANNELLO

8 Feb 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sezione Tributaria sentenza n. 252 del 12.1.2012 

Con la sentenza n. 252 del 12 gennaio 2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato che il calcolo dell’imposta sulla pubblicità deve essere effettuato in base a ciascuna delle pre-insegne corrispondenti alle diverse aziende pubblicizzate e non alla complessiva superficie della figura geometrica piana contenuta nel mezzo pubblicitario cumulativo. La Cassazione conferma così l’interpretazione fornita dalla CTR in ordine alla disposizione contenuta nell’art. 7 del d.lgs. n. 507/93, secondo la quale l’imposta deve essere determinata in base alla superficie della figura geometrica piana in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario “indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti, ritenendo peraltro che l’indifferenza della pluralità di messaggi diffusi dal mezzo pubblicitario, ai fini della liquidazione dell’unica imposta trovi applicazione esclusivamente alla sola ipotesi in cui i messaggi, contenuti nel medesimo pannello pubblicitario, siano riferibili alla stessa azienda. Tale conclusione viene tuttavia contestata dalla ricorrente, secondo cui la norma non consentirebbe interpretazioni difformi dal significato desunto dalla lettera del testo che fa espresso riferimento al “mezzo pubblicitario”, tale dovendo intendersi l’impianto o supporto materiale contenente uno o più messaggi pubblicitari. La Cassazione respinge il ricorso della società ricorrente, evidenziando preliminarmente che la disciplina sull’imposta della pubblicità non detta una definizione di “mezzo pubblicitario”, limitandosi soltanto ad individuare l’elemento funzionale-comunicativo assolto del “mezzo”, con generico riferimento alle modalità attraverso le quali detta funzione trova attuazione realizzando il presupposto d’imposta normativamente identificato nella “diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche” (art. 5, comma 1). Con la locuzione “mezzo pubblicitario” può, dunque, descriversi qualsiasi forma di comunicazione avente lo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi ovvero di migliorare la immagine aziendale. Il fatto fiscalmente rilevante è da rinvenirsi, pertanto, nell’indissolubile legame tra il “messaggio pubblicitario” e la “forma utilizzata per la comunicazione” dello stesso, dovendo conseguentemente escludersi che il mero “impianto” (supporto materiale o strumento meccanico: ad esempio una superficie espositiva poligonale collocata su di un palo infisso nel terreno), ove inutilizzato ovvero privo di messaggio pubblicitario, possa essere assoggettato alla imposta in questione (potrà, invece, essere eventualmente assoggettato, ricorrendone i presupposti, alla applicazione della tassa sulla occupazione di suolo pubblico).