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IMPOSTA DI SOGGIORNO: SOLO L’OSPITE RISPONDE PER L’OMESSO VERSAMENTO DEL TRIBUTO

20 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

TAR Veneto sentenza n. 141 del 5.2.2013

Con la sentenza n. 141 del 5/2/2013 il TAR Veneto ha respinto il ricorso degli albergatori di Chioggia avverso il regolamento istitutivo dell’imposta di soggiorno nel comune veneziano. In particolare il TAR Veneto, oltre a ritenere infondati diversi rilievi (anche sulla base dell’orientamento giurisprudenziale pregresso), si è soffermato sulla presunta violazione dell’art. 4 comma 3 del d. lgs. n° 23 del 2011, dell’art. 52 comma 1 del d. lgs. n° 44 6 del 1997 e dell’art. 23 della Costituzione, ovvero sul rilievo che i gestori delle strutture ricettive siano stati resi responsabili degli obblighi tributari. La censura viene ritenuta infondata dal TAR, trattandosi di obblighi strumentali che si rendono necessari
in relazione alla riscossione dell’imposta. Invero, il parametro che individua i gestori delle strutture ricettive quali titolari di obblighi ausiliari ai fini della riscossione dell’imposta di soggiorno è semplice e logico e dunque non censurabile. Tale logicità si ricava anche dalla circostanza che tali compiti ausiliari dei gestori delle strutture ricettive sono di supporto agli ospiti alloggiati in relazione ad un necessario adempimento degli ospiti connesso all’alloggio nella struttura e dunque rientrano nel complesso di attività che il gestore compie per alloggiare l’ospite. Tale attività è il frutto di una libera scelta del gestore, non è imposta. I gestori delle strutture ricettive sono sanzionabili, nel caso di inosservanza degli obblighi strumentali ad essi imposti, sulla base del secondo comma dell’art. 10 del regolamento comunale per la disciplina dell’imposta di soggiorno, secondo cui per le violazioni delle disposizioni del regolamento, ivi compreso l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 100 Euro, ai sensi dell’art. 7-bis del d. lgs. n° 267 del 2000. Il TAR fa presente che gli obblighi posti a carico dei gestori delle strutture ricettive non comportano assunzione dell’obbligo di pagamento in proprio dell’obbligazione tributaria, ma semplicemente dell’obbligo di versare quanto riscosso dal cliente a titolo di imposta di soggiorno, obbligo sussistente nel solo caso in cui le somme gli siano corrisposte da parte dell’ospite alloggiato. Invece il soggetto passivo del tributo resta l’ospite alloggiato ed è a questo, e non al gestore della struttura ricettiva, che è riferita la sanzione per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta, pari al trenta per cento dell’importo non versato ai sensi dell’art. 13 del d. lgs. n° 471 del 1997. Al fine di evitare l’alimentarsi di inutile contenzioso, l’ANCI ha proposto di modificare la disciplina dell’imposta di soggiorno, superando così le difficoltà derivanti dalla previsione dell’art. 4 del decreto legislativo n. 23 del 2011 (“Federalismo municipale”) di un regolamento statale attuativo. La perdurante assenza del regolamento attuativo è infatti suscettibile di determinare difficoltà applicative
che comportano forti rischi di contenzioso tra le categorie più direttamente interessate e i Comuni che hanno deliberato il nuovo tributo secondo le attuali previsioni di legge. In particolare, con le disposizioni proposte dall’ANCI: viene precisato il ruolo dei gestori delle strutture ricettive quali responsabili del pagamento del tributo con facoltà di rivalsa sul soggetto passivo; vengono espressamente richiamate le norme di rilievo generale applicabili con riferimento alla gestione dell’imposta (accertamento, riscossione, rimborsi e sanzioni); viene estesa a tutti i Comuni la facoltà di adozione del tributo, superando difficoltà applicative dovute alla precedente indicazione delle Unioni di Comuni quali possibili soggetti attivi e alla limitazione ai Comuni turistici o città d’arte sulla base di “elenchi regionali” che in molte regioni non risultano deliberati. Le modifiche proposte permettono dunque ai Comuni di poter deliberare sulla base di un quadro normativo di riferimento certo ed ancorato alla disciplina generale delle entrate tributarie degli enti locali. La norma opererebbe a decorrere dal 2013, anno di riferimento per le modifiche regolamentari che i Comuni vorranno adottare, e riprende i contenuti di una proposta di fonte governativa circolata a febbraio 2012 nel corso dell’esame parlamentare del d.l. 16/2012 sulle semplificazioni fiscali (cfr. proposte di emendamenti ANCI del 14/3/2013).