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IMPOSTA DI PUBBLICITA’ CON PANNELLI LUMINOSI A LUCI LED

19 Gen 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sezione Tributaria sentenza n. 30722 del 30.12.2011

Con la sentenza n. 30722 del 30/12/2011 la Sezione Tributaria della Cassazione è intervenuta sulla tariffa applicabile in caso di pubblicità effettuata con pannelli luminosi a luci led, questione piuttosto controversa almeno sotto la vigenza del DPR n. 639/72.
Il caso all’esame della Corte riguarda infatti l’annualità 1989, precedente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 507/93 che ha risolto la questione con l’espressa indicazione della tariffa applicabile ai “diodi luminosi” (si veda l’art. 14 del d.lgs. n. 507/93). La pronuncia appare interessante innanzitutto per il percorso motivazionale adottato, ritenendo ammissibile l’interpretazione cd. evolutiva, la quale si limita ad adeguare la formula legislativa ai mutamenti (economico-sociali o tecnici) intervenuti nel tempo. Ed è proprio il caso dei pannelli luminosi a luci LED, idonei a trasmettere messaggi variabili ed intermittenti, non espressamente contemplati dal DPR n. 639/72. Ebbene, sul punto la Cassazione esclude la tesi radicale della non assoggettabilità ad imposta di tale forma di pubblicità, pervenendo alla conclusione di ricondurre la fattispecie nell’ambito della pubblicità effettuata “a mezzo di proiezioni luminose, anche se intermittenti o successive” (art. 10, comma 1, DPR n. 639/72) e non già in quella prevista per la pubblicità ordinaria “luminosa o illuminata” (art. 8, ultimo comma, DPR n. 639/72). A tale conclusione induce la considerazione secondo cui la ratio della previsione di cui al citato art. 10 – che prevede una tariffa maggiorata – va individuata essenzialmente nella potenziale variabilità dei messaggi luminosi trasmessi, nel fatto, cioè, che l’impianto consente una molteplicità di messaggi intermittenti ed alternati, con conseguente possibilità di utilizzazione da parte di più utenti e con maggiore richiamo per il pubblico. Ciò che rileva, pertanto, è questa peculiare caratteristica di tale modalità di pubblicità, rispetto alla quale non è importante il mezzo tecnico adoperato per ottenere l’effetto visivo anzidetto: ne consegue che non assume rilievo, in senso contrario, il fatto che la norma parli di “proiezioni”, anzichè, come il vigente art. 14 del d.lgs. n. 507/93, di “impiego di diodi luminosi”, trattandosi di variazioni collegate al diverso grado di evoluzione tecnologica raggiunto all’epoca di emanazione della norma. Viene respinta, inoltre, la richiesta della ricorrente tendente all’applicazione della tariffa a base annuale (più favorevole) stabilita dal citato art. 14 del d.lgs. n. 507/93, anzichè di quella a base giornaliera prevista dall’art. 10 del DPR n. 639/72, trattandosi di una fattispecie integralmente disciplinata dal DPR n. DPR n. 639/72 applicabile ratione temporis. Interessante, infine, il terzo punto della motivazione, riguardante l’inapplicabilità delle sanzioni per obiettiva incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria violata. La Cassazione ritiene sussistenti le condizioni di obiettiva incertezza normativa necessarie per poter fruire dell’esonero dalle sanzioni, anche in virtù del fatto che il Ministero delle Finanze aveva rivisto la propria precedente posizione (alla quale aveva aderito il contribuente) solo nel 1991.