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ICI-IMU: L’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI PAGA L’IMPOSTA – BOCCIATO L’ORIENTAMENTO DEL MEF

20 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sezione Tributaria sentenza n. 4885 del 27.2.2013

Con la sentenza n. 4885 del 27/2/2013, ed altre tre pronunce depositate lo stesso giorno, la Sezione Tributaria della Cassazione ha affermato l’inapplicabilità, in favore dell’Accademia Nazionale dei Lincei, della disposizione di esonero contenuta nell’art. 3 comma 1 del d.lgs. lgt. 28/9/1944 n. 359 a tenore del quale “l’Accademia è esente da ogni imposta o tassa generale o locale, presente o futura, salvo espressa deroga legislativa”. Sul punto la Cassazione ha evidenziato che la disciplina delle esenzioni ICI, segnatamente all’art. 7, comma 1 del d.lgs. n. 504/92 (applicabile anche all’IMU), ascrive gli immobili a nove categorie di diversa struttura, aventi riguardo, di volta in volta, alla categoria catastale del bene ovvero alla sua obiettiva ubicazione, alla effettiva destinazione ovvero al soggetto possessore. La lett. i) del comma 1 – nel testo applicabile alla fattispecie ratione temporis – in particolare, contempla gli immobili direttamente utilizzati dagli enti pubblici e privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, novero nel quale è compresa l’Accademia Nazionale dei Lincei, a condizione che siano destinati esclusivamente ad una delle attività indicate, che non siano produttive di reddito. Il carattere della disciplina dell’ICI – avente ad oggetto la generalità di fabbricati ed aree e la generalità di proprietari e possessori – e quindi i caratteri del sistema delle esenzioni, comprendente anche ipotesi soggettive che astrattamente si attagliano all’Accademia dei Lincei, inducono la Cassazione a ritenere che il catalogo fissato con l’art. 7 del d.lgs. n. 504/92 (e successive modificazioni), sia esaustivo e pertanto incompatibile, alla stregua dell’art. 15 delle Preleggi con l’esenzione personale riconosciuta dall’art. 3 del d.lgs. lgt. n. 359 del 1944. In sostanza il d.lgs. n. 504/1992 è in grado di abrogare tacitamente la legge anteriore, per incompatibilità, in quanto dotato della stessa forza di legge del provvedimento con il quale era stata anteriormente riconosciuta l’esenzione personale del 1944. Alla luce del principio affermato dalla Cassazione, ne consegue che l’Accademia nazionale dei Lincei dovrà pagare al Comune di Siena 750 mila euro di Ici arretrata. L’Accademia dei Lincei aveva sempre opposto al Comune, che intendeva farle pagare l’Ici su un importante immobile della città destinato ad attività commerciale, la norma del 1944 sopra riportata. La Suprema Corte ha messo la parola fine alla diatriba, sancendo che la disposizione del 1944 non è più in vigore in quanto superata dalla disciplina dell’ICI. Il Comune di Siena vede così “premiata” la sua caparbietà: è infatti stato l’unico comune d’Italia che non ha rinunciato ad opporsi all’Accademia dei Lincei, mentre quasi tutti i comuni nel cui territorio sono presenti immobili commerciali di proprietà dei Lincei hanno da tempo rinunciato ad esigere l’ICI sulla base di una norma che ora la Corte di Cassazione ha definitivamente accertato non essere più in vigore. D’ora in avanti occorrerà quindi valutare, relativamente ad ogni singolo caso, se sussistono le condizioni per applicare la disposizione di esonero prevista dalla lettera i) dell’art. 7 d.lgs. 504/92, che nella fattispecie (immobile ceduto in locazione per uso alberghiero) sono state ritenute ovviamente insussistenti. Va inoltre evidenziato che la Cassazione ha clamorosamente bocciato il contrario orientamento ministeriale (risoluzione n. 2/DF del 13/6/2007) che affermava l’applicabilità della disposizione di esonero del 1944. Sul punto il MEF aveva ritenuto che l’esenzione prevista per l’Accademia dei Lincei fosse prevalente rispetto a tutte le tipologie di esenzione ed in particolare a quelle di cui all’art. 7, comma 1, lettere c) e i) del D. Lgs. n. 504 del 1992, che pure potrebbero in linea principio ritenersi applicabili, anche se hanno un ambito di operatività indubbiamente più ristretto. Il MEF – dopo diverse argomentazioni – concludeva per la sussistenza in materia di ICI dell’esenzione soggettiva riconosciuta dall’art. 3 del D. Lgs. Lgt. n. 359 del 1944 all’Accademia Nazionale dei Lincei, in quanto “non vi è alcuna specifica norma che disciplina il tributo comunale che abbia derogato espressamente alla suddetta disposizione”. Conclusioni ribaltate dalla Cassazione, che invece sostiene l’abrogazione implicita della predetta disposizione del 1944, alla luce dello ius superveniens di cui all’art. 7 del d.lgs. n. 504/92.