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ICI-IMU: IL VINCOLO PERTINENZIALE DELL’AREA DEVE RISULTARE DALLA DENUNCIA

5 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione ordinanza n. 10090 del 19.6.2012

Con l’ordinanza n. 10090 del 19/6/2012 la Corte di  Cassazione ha ribadito il proprio orientamento secondo cui in materia di ICI (ma il principio è estensibile anche all’IMU) il vincolo pertinenziale dell’area deve risultare dalla denuncia. Si ricorda che nel 2009 i Giudici di Piazza Cavour hanno inaugurato un nuovo filone giurisprudenziale in base al quale l’area è pertinenziale ai fini ICI solo se indicata nella dichiarazione, ritenendo in sostanza prevalente il requisito della pertinenzialità su quello della edificabilità, come si evince dalle seguenti pronunce:

• Cassazione n. 19639 dell’11/9/2009 (in TN n. 19/2009) nel caso in cui il contribuente omette nella sua dichiarazione ICI di indicare che il terreno era stato destinato a pertinenza del fabbricato, vuol dire che egli ha voluto lasciarlo nella sua condizione di area fabbricabile (rispetto a quella derogatoria costituita dalla pertinenza);

• Cassazione n. 25127 del 30/11/2009 (in TN n. 24/2009) “al contribuente che non abbia evidenziato nella denuncia l’esistenza di una pertinenza non è  consentito contestare l’atto con cui l’area (asseritamente) pertinenziale viene tassata deducendo solo nel giudizio la sussistenza del vincolo di pertinenzialità” (la simulazione di un vincolo di pertinenza rientra nella più ampia categoria dell’abuso di diritto);

• Cassazione n. 7090 del 24/3/2010 (in TN n. 8/2010): area di pertinenza solo se indicata in denuncia;

• Cassazione n. 22129 del 29/10/2010 (in TN n. 22/2010): il giardino non può essere automaticamente considerato pertinenza dell’abitazione.

Nella fattispecie si trattava di un’area edificabile che il contribuente-proprietario riteneva esente  dal tributo in quanto pertinenza di un fabbricato, alla cui utilità era destinata come parcheggio. Sul punto la Cassazione richiama il proprio orientamento secondo cui in tema di ICI l’art. 2 del d.lgs. n. 504/92 – il quale esclude l’autonoma tassabilità delle aree pertinenziali – fonda l’attribuzione della qualità di pertinenza sul criterio fattuale e cioè sulla destinazione effettiva e concreta della cosa al servizio o ornamento di un’altra, secondo la relativa definizione contenuta nell’art. 817 del codice civile. Pertanto per qualificare come pertinenza di un fabbricato un’area edificabile, è necessario che intervenga un’oggettiva e funzionale modificazione  dello stato dei luoghi che sterilizzi in concreto e stabilmente lo “ius edificandi” e che non si risolva, quindi, in un mero collegamento materiale. Inoltre, al contribuente che non abbia evidenziato nella denuncia l’esistenza di una pertinenza non è consentito contestare l’atto con cui l’area (asseritamente) pertinenziale viene tassata deducendo solo nel giudizio la sussistenza del vincolo di pertinenzialità. Nel caso all’esame della Corte, la sentenza della CTR aveva motivato il proprio convincimento sulla natura pertinenziale (e quindi la non soggezione all’ICI) dell’area in questione sulla scorta di tre rilievi: a) la pertinenzialità è dichiarata nell’atto pubblico; b) la pertinenzialità è dichiarata nel contratto di locazione; c) l’area è delimitata da sbarre che richiamano l’utilizzo a posteggio. Ebbene, i primi due rilievi non attengono al “criterio fattuale”, vale a dire la conformazione dello stato dei luoghi; il terzo rilievo attiene alla conformazione dello stato dei luoghi ma, poichè una sbarra di chiusura di un’area è rimuovibile in ogni momento, non esprime quella radicale trasformazione dell’area, idonea a sterilizzare in concreto e stabilmente lo  ius edificandi, che il D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, richiede per poter escludere l’assoggettamento all’ICI di un’area edificabile.