06 36001374 info@anacap.it

ICI – fabbricati rurali solo se A/6 o D/10

14 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione 10111 del 19.6.2012

Con le ordinanze n. 9911 del 15/6/2012 e n. 10111 del 19/6/2012 la Cassazione è tornata sulla questione dei fabbricati rurali ai fini ICI, confermando il proprio precedente e corposo orientamento che vincola la ruralità dei fabbricati alle risultanze catastali (A/6 per le abitazioni, D/10 per i fabbricati strumentali). Viene in sostanza ribadito il principio di diritto espresso dalle Sezioni Unite (Cass. 21 agosto 2009, n. 18565), le quali, prendendo le mosse dall’art. 23, comma 1-bis del D.L. n. 207 del 2008, convertito con modificazioni dalla L. n. 14 del 2009, (alla cui stregua si rafforza il convincimento circa l’autonomia del carattere rurale o meno del fabbricato rispetto al terreno su cui insiste), hanno evidenziato “la decisività della classificazione catastale come elemento determinante per escludere (o per affermare) l’assoggettabilità ad ICI di un fabbricato”, affermando il seguente principio di diritto: “in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l’immobile che sia stato iscritto nel catasto fabbricati come rurale , con l’attribuzione della relativa categoria), in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9, conv. con L. n. 133 del 1994, e successive modificazioni, non è soggetto all’imposta ai sensi del combinato disposto del D.L. n. 207 del 2008, art. 23, comma 1 bis, convertito con modificazioni dalla L. n. 14 del 2009, e del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. a). L’attribuzione all’immobile di una diversa categoria catastale deve essere impugnata specificamente dal contribuente che pretenda la non soggezione all’imposta per la ritenuta ruralità del fabbricato, restando altrimenti quest’ultimo assoggettato ad ICI: allo stesso modo il Comune dovrà impugnare l’attribuzione della categoria catastale al fine di potere legittimamente pretendere l’assoggettamento del fabbricato all’imposta. Per i fabbricati non iscritti in catasto l’assoggettamento all’imposta è condizionato all’accertamento positivamente concluso della sussistenza dei requisiti per il riconoscimento della ruralità del fabbricato previsti dal D.L. n. 557 del 1993, art. 9, e successive modificazioni che può essere condotto dal giudice tributario investito dalla impugnazione dell’avviso di accertamento o di liquidazione proposta dal contribuente, sul quale grava l’onere di dare prova della sussistenza dei predetti requisiti in base alla normativa vigente ratione temporis“. Al riguardo va evidenziato che la Sezione Tributaria ha ormai emesso ben 170 decisioni tutte conformi, a partire dalla n. 7102/2010 e n. 8845/2010 per proseguire con la n. 11790/2010 e successive (da ultimo cfr. Cass. n. 9318 e 9320 dell’8/6/2012 in TN n. 13/2012). Per un approfondimento sulla questione si rinvia ai contributi di GIUSEPPE DEBENEDETTO, ICI e fabbricati rurali tra “diritto vivente” e possibili soluzioni legislative (in TN n. 18/2010 p. 15) e Fabbricati rurali ed esonero dall’ICI: la Cassazione resta ferma sulla tesi catastale (A6 – D10) (in TN n. 9/2011 p. 19). Com’è noto la questione ICI-rurali è stata risolta dal legislatore con il decreto “Sviluppo” (d.l. 70/2011 convertito in legge 106/2011) che aderisce all’orientamento della Cassazione consentendo entro il 30 settembre 2011 (termine prorogato al 30/6/2012 ed ulteriormente differito al 30/9/2012 dal d.l. 95/2012) di accatastare i fabbricati rurali nelle categorie A6 o D10. Sul punto si vedano i contributi di GIUSEPPE DEBENEDETTO, Decreto “Sviluppo”: fabbricati rurali verso una soluzione legislativa conforme al diritto vivente (in TN n. 12/2011) e di EUGENIO PISCINO, I fabbricati rurali nel decreto Sviluppo (in TN n. 14/2011). Le modalità applicative per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati sono state adottate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto del 14/9/2011 (in TN n. 18/2011) a cui hanno fatto seguito le istruzioni diramate dall’Agenzia del Territorio con circolare n. 6 del 22/9/2011 (in TN n. 18/2011). Permangono tuttavia alcuni dubbi sull’efficacia dei nuovi accatastamenti in A/6 o D/10, che nell’intenzione del legislatore dovrebbero retroagire al 2006 (considerato che il d.l. 70/2011 richiede la certificazione dei requisiti nell’ultimo quinquennio) ma in realtà il d.l. 70/2011 non contiene alcuna deroga alla regola generale prevista dall’art. 5 del d.lgs. n. 504/92 (rendita catastale risultante al 1° gennaio di ogni anno di imposizione). Con l’introduzione dell’IMU dal 2012 (legge n. 214/2011 di conversione del decreto-legge n. 201/2011) è stata abrogata la procedura del d.l. 70/2011 consentendo comunque di regolarizzare i fabbricati rurali entro il 30/6/2012 (termine da ultimo prorogato con il d.l. “milleproroghe” n. 216/2011). Va tuttavia evidenziato che i fabbricati rurali rientrano ora nel campo di applicazione dell’IMU, con una disciplina specifica di carattere agevolativo solo per quelli strumentali. Per quanto riguarda, invece, i fabbricati rurali ad uso abitativo (comma 3 dell’articolo 9 del decreto-legge n. 557/93), ove essi costituiscano abitazione principale del soggetto passivo, sconteranno l’IMU in base all’aliquota e alle detrazioni stabilite per tale fattispecie. Ove, al contrario, detti fabbricati non costituiscono abitazione principale, saranno assoggettati all’IMU secondo le regole ordinarie. In merito all’individuazione dei fabbricati rurali strumentali, la circolare n. 3/DF del MEF (in TN n. 11/2012) ritiene applicabile la tesi della ruralità “funzionale” affermando che l’IMU colpisce i fabbricati ricompresi nell’elenco di cui all’art. 9 del D.L. n. 557/93 “a prescindere dalla categoria  catastale”. La conclusione non è del tutto scontata in quanto si pone in contrasto con la giurisprudenza consolidata della Cassazione (170 sentenze) secondo cui i fabbricati rurali strumentali sono solo quelli accatastati in D/10. Il fatto che diverse norme precedenti siano state abrogate non appare sufficiente per supportare la tesi della ruralità funzionale, dal momento che l’orientamento giurisprudenziale si è formato proprio sull’art. 9 del D.L. 557/93 senza subire sostanziali interferenze dalle modifiche legislative successive. Non a caso nel 2009 le Sezioni Unite (n. 18565/09) hanno recepito la giurisprudenza del 2008 (Cass. n. 15321 del 2008, in senso conforme Cass. n. 20532 del 2008), quando cioè non c’era ancora la disposizione interpretativa contenuta nell’art. 23 comma 1-bis della legge 14/2009. Inoltre le argomentazioni delle Sezioni Unite sulla ruralità “catastale” (A/6 o D/10) si basano sostanzialmente sull’art. 9 del d.l. n. 557/93, cioè sulla stessa normativa oggi applicabile ai fabbricati rurali strumentali. Occorre comunque verificare se l’orientamento giurisprudenziale che si formerà sull’IMU sarà in senso di continuità con l’ICI.