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ICI – ESENZIONE ONLUS: 1) NECESSARIO L’UTILIZZO “DIRETTO”; 2) LE MODIFICHE DEL 2005-2006 NON SONO RETROATTIVE

12 Apr 2013 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione sentenza n. 3843 del 15.2.2013

Cassazione sentenza n. 3591 del 13.2.2013

Con due recenti pronunce la Cassazione è tornata ad occuparsi dell’esenzione dall’ICI per gli immobili degli enti non commerciali, ribadendo il principio dell’utilizzo “diretto” da parte dell’ente possessore (quale condizione per usufruire dell’esonero) ed evidenziando l’irretroattività delle modifiche introdotte dal legislatore nel 2005-2006. In ordine alla prima questione, la CTR aveva ritenuto applicabile la norma di esonero in favore di un’associazione assistenziale pro dipendenti di una società per azioni, relativamente ad un immobile di proprietà di quest’ultima ma concesso in comodato all’associazione. In particolare la CTR affermava che l’associazione non aveva il possesso dell’immobile, bensì la detenzione, ancorché qualificata, pertanto l’ente proprietario continuava a realizzare le finalità istituzionali di ricettività e ricreazione attraverso altro ente differente, senza che il nesso col bene potesse ritenersi del tutto cessato. Tuttavia la Cassazione (sentenza n. 3843 del 15/2/2013) non condivide le conclusioni del giudice di secondo grado, atteso che l’esenzione dall’ICI prevista dall’art. 7 comma 1 lett. i) del d.lgs. n. 504/92 per gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, purché destinati esclusivamente – fra l’altro – allo “svolgimento d’attività assistenziali”, esige la duplice condizione dell’utilizzazione diretta degli immobili da parte dell’ente possessore, e dell’esclusiva loro destinazione ad attività peculiari che non siano produttive di reddito. Pertanto l’esenzione non spetta nel caso di utilizzazione indiretta, come nella specie, ancorché eventualmente assistita da finalità di pubblico interesse. Peraltro nella fattispecie non poteva essere applicato alcun beneficio, trattandosi di svolgimento di attività da parte di soggetto terzo, e cioè la Cooperativa Associazione Pro Dipendenti, avente struttura di società di capitali, essendo a responsabilità limitata. In merito alla seconda questione la Cassazione (ordinanza n. 3591 del 13/2/2013) conferma il proprio orientamento (sentenze nn. 14530/2010 e 24500/2009) secondo cui, in tema di ICI, l’art. 7 comma 2-bis del d.l. 203/2005 (introdotto dalla legge di conversione 2 dicembre 2005, n. 248), che ha esteso l’esenzione disposta dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. i), alle attività indicate nella medesima lettera a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse, e l’art. 39 del d.l. 223/2006 (convertito nella legge n. 248/2006, che ha sostituito il comma 2-bis dell’art. 7 citato, estendendo l’esenzione alle attività che non abbiano esclusivamente natura commerciale, non si applicano retroattivamente, trattandosi di disposizioni che hanno carattere innovativo e non interpretativo. Di talchè lo svolgimento di attività didattica non era sufficiente ad esentare l’Ente dal pagamento dell’imposta per l’anno 2004, stante l’accertata circostanza che gli immobili erano adibiti ad attività scolastica avente natura indubitabile di attività commerciale.