06 36001374 info@anacap.it

ICI: DELIBERA VALORI AREE EDIFICABILI – POTESTÀ REGOLAMENTARE E DIRETTIVE INTERNE

5 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione Sez. Tributaria n. 13105 del 25.7.2012

Con l’ordinanza n. 13105 del 25/7/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione ha chiarito i rapporti, in termini di competenza, tra il Consiglio e la Giunta in ordine alla determinazione dei valori delle aree edificabili ai fini ICI. Sulla questione la Cassazione ha evidenziato che l’atto regolamentare di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 59, comma 1, lett. g) è previsto esclusivamente nel caso in cui la Amministrazione locale intenda autoimporsi dei vincoli all’esercizio della potestà di accertamento del tributo. Tale potere di accertamento non può, infatti, essere esercitato, e se esercitato i relativi atti sono affetti da illegittimità, ove siano stati fissati i valori medi che possono essere utilizzati dai contribuenti nella dichiarazione ICI ed a tali valori i contribuenti si siano attenuti nella autoliquidazione della imposta. Al di fuori della previsione di vincoli allo svolgimento della successiva attività amministrativa, non può ritenersi escluso, pertanto, che la Giunta possa commissionare studi statistici o rilevare detti valori medi recependoli in un atto amministrativo generale (senza effetti vincolanti-limitativi del potere di accertamento del tributo) ovvero anche al solo scopo di uniformare od indirizzare l’attività di accertamento degli organi comunali (direttiva; norma interna). Ciò in quanto l’esercizio della potestà regolamentare in materia di valori delle aree edificabili è facoltativo ed è richiesto esclusivamente al fine di produrre l’effetto di limitare il potere di accertamento del Comune in funzione dell’obiettivo di ridurre la insorgenza del contenzioso. Deve pertanto ritenersi legittima la delibera di Giunta che ha determinato i “valori medi degli immobili ricadenti in zone omogenee del territorio comunale” ai quali si sono conformati gli Uffici accertatori nella emissione degli atti impositivi opposti dal contribuente. Si tratta di una pronuncia importante, che sgombra il campo da eventuali dubbi in merito all’organo

competente a determinare i valori delle aree edificabili: il consiglio comunale, se si intende autovincolare il potere di accertamento; la giunta comunale, se si vogliono diramare semplici direttive interne. Occorre tuttavia verificare se la portata di tale pronuncia può essere estesa anche all’IMU. Com’è noto la legge n. 44/2012 ha eliminato il riferimento all’art. 59 d.lgs. n. 446/97, quindi a rigore non sarebbe più possibile avvalersi della disposizione in questione. Tuttavia le “linee guida” ministeriali dell’11/7/2012 aprono le porte a due possibili soluzioni: 1) il comune può individuare i valori di riferimento, che tuttavia non sono vincolanti ma hanno lo scopo di facilitare il versamento dell’imposta; 2) il comune può determinare i valori minimi, limitando l’esercizio del potere di accertamento nel caso in cui il contribuente rispetti i valori individuati dall’Ente. Sul punto le “linee guida” chiariscono che, anche se la lettera g) dell’articolo 59 non è più applicabile per l’IMU, “nulla vieta che la disposizione regolamentare di autolimitazione dei poteri di accertamento possa essere riproposta anche per l’IMU”. Si tratta di una posizione condivisibile che non trova peraltro alcun ostacolo nella quota statale, dal momento che l’attività di accertamento dell’IMU è di esclusiva pertinenza degli enti locali.