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ICI – area edificabile con PRG adottato dal Comune a prescindere dagli strumenti urbanistici attuativi

4 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione7886-2012

Con la sentenza n. 7886 del 18/5/2012 la Sezione Tributaria della Cassazione è tornata nuovamente sul tema – in passato piuttosto controverso – del momento a partire dal quale un terreno può essere considerato area fabbricabile. Prima di affrontare la questione i Giudici di Piazza Cavour hanno preliminarmente respinto l’eccezione sul contenuto motivazionale dell’atto impositivo, evidenziando l’orientamento espresso dalla Corte secondo cui, in tema di ICI, l’obbligo motivazionale dell’accertamento deve ritenersi adempiuto tutte le volte in cui il contribuente sia stato posto in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e, quindi, di contestare efficacemente l’an ed il quantum dell’imposta. In particolare, il requisito motivazionale esige, oltre alla puntualizzazione degli estremi soggettivi ed oggettivi della posizione creditoria dedotta, soltanto l’indicazione dei fatti astrattamente giustificativi di essa, che consentano di delimitare l’ambito delle ragioni adducibili dall’ente impositore nell’eventuale successiva fase contenziosa, restando, poi, affidate al giudizio di impugnazione dell’atto le questioni riguardanti l’effettivo verificarsi dei fatti stessi e la loro idoneità a dare sostegno alla pretesa impositiva. In ordine alla questione centrale del ricorso (natura dell’area), la Cassazione fa in primo luogo presente che la CTR ha correttamente applicato l’orientamento espresso dalla Corte in ordine alla sufficienza del mero strumento urbanistico generale ai fini della valutabilità dell’area come area edificabile, senza che occorrano piani attuativi (Cass. S.U. n. 25506 del 2006). Peraltro, con specifico riferimento ai piani ASI, la Cassazione ha stabilito che, in tema di ICI, per determinare la natura di terreni compresi in un piano ASI decaduto, occorre far riferimento alla destinazione urbanistica originaria, con la conseguenza che gli stessi sono da qualificare edificabili se inseriti  nel preesistente programma di fabbricazione, a prescindere dall’esistenza o dalla validità degli strumenti urbanistici attuativi, poichè, a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 11 quaterdecies, comma 16, convertito con modificazioni dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248, e del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2, convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, che hanno fornito l’interpretazione autentica del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma  1, lett. b), l’edificabilità di un’area dev’essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nello strumento generale adottato dal Comune (piano regolatore o, come nella specie, programma di fabbricazione, ad esso equivalente), indipendentemente dalla sua approvazione da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi, in quanto nel sistema dell’ICI la nozione di area fabbricabile è ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria” (Cass. n. 13135 del 2010).