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Giudice di Pace di Genova 4486 del 27/6/2012 e CTP Campobasso n. 133 dell’11/6/2012: nulle le cartelle esattoriale inviate per posta

14 Lug 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con due recenti pronunce – la prima del Giudice di Pace di Genova (sentenza n. 4486 del 27/6/2012), la seconda della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso (sentenza n. 133 dell’11/6/2012) – è stata affermata la nullità (addirittura l’inesistenza) della notifica delle cartelle esattoriali inviate a mezzo posta dall’agente della riscossione. In particolare, il Giudice di Pace di Genova, con la sentenza n. 4486 del 27/6/2012, ha affermato che l’evoluzione legislativa dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 non ha attribuito all’Agente della Riscossione di provvedere direttamente a mezzo del servizio postale alla notifica della cartella esattoriale. Restano, pertanto, in vigore il sistema notificatorio previsto dal predetto art. 26, che richiama una tassativa modalità di esecuzione della notifica delle cartelle esattoriali. Sul punto il Giudice di Pace di Genova, esaminata la giurisprudenza sul tema, ivi compresa la sentenza n. 909 del 23 ottobre 2009 della Commissione Provinciale di Lecce, ritiene che non di nullità ma di inesistenza della notificazione si versi nel caso di specie, sicchè non può conseguire alcun effetto la costituzione in giudizio della ricorrente. La CTP di Campobasso, con la sentenza n. 133 dell’11/6/2012, ha invece motivato in maniera più articolata. “Per la notifica degli atti del procedimento tributario, e in particolare per la notifica a mezzo della posta l’art. 14, L. 890/82 espressamente dispone: “La notificazione degli avvisi e degli atti che per legge devono essere notificati al contribuente deve avvenire con l’impiego di plico sigillato e può eseguirsi a mezzo della posta direttamente dagli uffici finanziari, nonché, ove ciò risulti impossibile, a cura degli ufficiali giudiziari, dei messi comunali ovvero dei messi speciali autorizzati dalla Amministrazione finanziaria, secondo le modalità previste dalla presente legge. Sono fatti salvi i disposti di cui all’art. 26, 45 e seguenti del DPR 29/9/73 n. 602 n. 600, nonché le altre modalità previste dalle singole leggi di imposta”. L’art. 26 DPR 602/73 che, secondo il disposto dell’art. 14 citato, è l’unica fonte legislativa in materia di notificazione delle cartelle di pagamento, al primo comma dispone che: “La cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione o dagli altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero, previa convenzione tra comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto da una delle persone previste dal secondo comma o dal portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda”. Ebbene sembra evidente che la disposizione contenga, nella prima parte, la indicazione dei soggetti abilitati per legge ad eseguire la notifica, mentre la seconda parte, fermo restando il soggetto abilitato, dispone in ordine alle modalità con cui la notifica deve essere eseguita, chiarendo che essa può essere eseguita anche con il mezzo della posta, ma pur sempre ad opera dei soggetti abilitati. A riprova del chiaro intento del legislatore si evidenzia che l’art. 26 citato, prima che subisse la modifica introdotta dall’art. 12, comma 1, DLgs. n. 46 del 26/02/99 dopo le parole “La notifica può essere eseguita anche mediante invio” seguivano le parole “da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento…”. Con la eliminazione delle parole “da parte dell’esattore” appare evidente la volontà del legislatore di limitare la notifica a mezzo della posta solo ai soggetti espressamente abilitati alla notificazione dalla disposizione medesima, con esclusione della medesima possibilità da parte dell’Agente per la riscossione. Del resto l’ultimo comma dell’art. 26 è tassativo nell’affermare che “Per quanto non regolato dal presente articolo si applicano le disposizioni dell’art. 60 del predetto decreto”, ossia dell’art. 60 DPR 600/73, che, rinviando agli artt. 137 e sgg c.p.c. richiama anche l’art. 149 c.p.c. che prevede che la notificazione a mezzo del servizio postale è fatta dall’ufficiale giudiziario oltre che dai messi, ma mai senza l’intermediazione di costoro. In definitiva, e in sintesi, si può concludere affermando che per i provvedimenti conseguenti a procedimento amministrativo tributario, escluso l’unico caso previsto dalla legge di notifica diretta col mezzo della posta da parte dell’Ufficio impositore, per gli atti di competenza dell’agente della riscossione la previsione di notifica a mezzo racc. A/R di cui all’art. 26 DPR 602/73 va intesa unicamente come modalità esecutiva della notificazione, sempre affidata all’organo preposto dalla legge alla notificazione (messo notificatore nominato dal concessionario ex art. 45 DLgs. 112/99, messo comunale o agente della pulizia municipale), in sintonia con il disposto dell’art. 60 DPR 600/73 che espressamente richiamo gli artt. 137 e sgg del c.p.c. che disciplinano la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell’ufficiale giudiziario, anche quando si avvale del servizio postale. Il ricorso pertanto deve essere accolto. Sulla questione va tuttavia evidenziato che la giurisprudenza di merito non trova conferma nell’orientamento della Cassazione, la quale propende invece per la legittimità della notifica effettuata direttamente dall’agente della riscossione. Si veda al riguardo quanto affermato dalla Sezione Tributaria della Cassazione con la sentenza n. 11708 del 27/5/2011: “Il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26 a proposito della notifica della cartella esattoriale, prevede che essa possa realizzarsi con varie modalità, e così tra l’altro anche senza ricorrere alla collaborazione di terzi (messi comunali, agenti della polizia municipale…), ma direttamente ad opera del Concessionario “mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”. Trattasi in quest’ultimo caso della ordinaria raccomandata postale, disciplinata dal D.M. 9 aprile 2001, che all’art. 32 dispone che: “Tutti gli invii di posta raccomandata sono consegnati al destinatario o ad altra persona individuata come di seguito specificato, dietro firma per ricevuta …”, mentre al successivo art. 39 prevede che: “Sono abilitati a ricevere gli invii di posta presso il domicilio del destinatario, anche i componenti del nucleo familiare, i conviventi e i collaboratori familiari e, se vi è servizio di portierato, il portiere”. Ancora più chiara è la giurisprudenza della Cassazione affermatasi in ordine alla legittimità della notifica degli avvisi di accertamento effettuata a mezzo posta con semplice raccomandata A.R.: si vedano, sulla questione, Cass. 25515 del 30/11/2011 (in TN n. 24/2011) e Cass. 21309 del 15/10/2010 (in TN n.21/2010). In ogni caso non appare possibile parlare di “inesistenza” della notifica ma al limite di “nullità” della stessa (sulla distinzione tra le due categorie di invalidità, cfr. Cass. 7404/2011 in TN n. 8/2011): nullità peraltro sanabile con la proposizione del ricorso (cfr. Cass. 7415/2011 in TN n. 8/2011).