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Federalberghi luglio 2013: dossier sull’imposta di soggiorno

15 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

Nel mese di luglio 2013 Federalberghi ha pubblicato la terza edizione del rapporto sull’imposta di soggiorno (il secondo rapporto, pubblicato a gennaio 2013, è stato segnalato in TN n. 5/2013). Si tratta di un corposo dossier di oltre 250 pagine che illustra il contenuto delle disposizioni che regolano la materia e presenta i risultati del monitoraggio sull’attuazione dell’imposta attivato da Federalberghi nell’ambito del proprio Osservatorio sulla fiscalità locale. Dal rapporto emerge che, nel complesso, considerando 2.597 località turistiche o città d’arte, altri 1.279 comuni che fanno parte di Unioni di comuni e 52 comuni sedi di capoluogo di provincia, si può stimare che i comuni che potrebbero vantare un qualche titolo per deliberare l’applicazione dell’imposta di soggiorno siano 3.928, quasi la metà (48,5%) del totale degli 8.092 comuni italiani. A luglio 2013 l’imposta di soggiorno è stata introdotta in 470 comuni. Se a questi si aggiungono le 22 località che in alternativa all’imposta di soggiorno applicano l’imposta di sbarco, i comuni diventano 492, per un’incidenza sul totale dei comuni del 6,1%, mentre l’incidenza rispetto ai comuni che possono applicare l’imposta perché dotati di un esercizio ricettivo è del 7,2%. Un anno fa, in occasione della prima edizione del rapporto (luglio 2012), erano stati rilevati 332 comuni che applicavano l’imposta; in un anno è verificato un aumento di quasi la metà (48,2%). Altre 20 amministrazioni comunali stanno valutando se applicare o meno l’imposta. Se si considerano anche questi comuni l’imposta di soggiorno o la tassa di sbarco possono dirsi applicate o in via di applicazione da parte di più di 510 comuni. I 492 comuni con imposta di soggiorno o tassa di sbarco si distribuiscono per il 43,8% nel Nord Ovest, il 24,7% nel Centro, il 21,9% nel Mezzogiorno e per il restante 9,6% nel Nord Est. Rispetto ai comuni con ricettività presenti nelle aree l’imposta è applicata dall’11,6% dei comuni del Centro, dal 6,7% di quelli del Nord Ovest, dal 3,0% di quelli del Nord Est e dal 4,0% di quelli del Mezzogiorno. La propensione alla applicazione del tributo, dunque, è più forte nelle zone dell’Italia Centrale, con una forte incidenza del turismo d’arte e culturale, e nelle zone costiere. Dal punto di vista del gettito, nel 2012 si è stimato un importo pari a circa 175 milioni di euro, in media circa 450mila euro per ogni comune. Per il 2013, l’introito complessivo dell’imposta di soggiorno, tenuto conto di tutte le esenzioni e le agevolazioni, può essere stimato in almeno 268 milioni di euro, che corrispondono a una media di 1,35 euro circa per ogni turista, e un incasso medio per comune di più di 550.000 euro Si ricorda che il numero dei comuni che hanno adottato l’imposta è passato dai 333 del luglio 2012 a 377 di fine dicembre 2012 ed ai 470 di oggi (luglio 2013). A questi devono essere aggiunti i 22 comuni con tassa di sbarco, alternativa all’imposta. L’aumento del gettito è dovuto anche al fatto che alcuni Comuni hanno adottato l’imposta in corso di esercizio e pertanto essa ha prodotto gettito solo in alcuni mesi del 2012. È da sottolineare che diversi comuni avevano sovrastimato l’importo della tassa, in qualche caso prevedendo valori doppi di quelli realizzati. Ad esempio il Comune di Viareggio in un primo momento stimava di poter ricavare dall’imposta di soggiorno 800.000 euro, da dedicare al prestigioso Festival Puccini, ma la stima è stata poi ridotta a 300.000 euro. Analoga situazione si è verificata per Senigallia, con il passaggio dalla stima iniziale (superiore al miliardo di euro), prima a 625 mila euro e, più recentemente, a 306mila euro.