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Equitalia non può iscrivere ipoteca se il debito del contribuente non supera 8.000 euro

22 Ott 2012 | ARCHIVIO STORICO

Cassazione16348-2012

Con la sentenza n. 16348 del 26/9/2012 la Sezione tributaria della Cassazione ha rafforzato l’orientamento giurisprudenziale inaugurato due anni fa in base al quale Equitalia non può iscrivere l’ipoteca se il debito del contribuente non supera gli 8.000 euro. Nella fattispecie Equitalia eccepiva che all’iscrizione ipotecaria e al fermo amministrativo, costituenti misure cautelari del credito tributario, non si applica quanto previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 50, comma 2, in quanto il vincolo previsto da tale norma riguarda esclusivamente l’esperibilità della espropriazione vera e propria. Inoltre l’agente della riscossione rilevava che l’iscrizione ipotecaria non rientra tra gli atti esecutivi, ma costituisce soltanto un mezzo di tutela del credito, e non può pertanto essere soggetta al limite previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 76. La Cassazione respinge le censure di Equitalia alla stregua del principio enunciato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010, secondo la quale, in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’ipoteca prevista dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 77, rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, soggiace agli stessi limiti per quest’ultima stabiliti dall’art. 76 del medesimo D.P.R., come da ultimo modificato dal D.L. n. 203 del 2005, art. 3, convertito in L. n. 248 del 2005, e non può, quindi, essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli ottomila Euro. Poiché nel caso in questione il debito del contribuente ammonta a Euro 6.080,60, la relativa iscrizione ipotecaria non poteva essere effettuata.