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Emendamenti ANCI al DDL di conversione del decreto-legge 174/2012 (salva-enti)

18 Gen 2013 | ARCHIVIO STORICO

Il 23/11/2012 l’ANCI ha presentato in Commissione Finanze del Senato un pacchetto di emendamenti al DDL di conversione del decreto-legge n. 174/2012, contenenti tra l’altro diverse modifiche alla disciplina del tributo RES. In particolare l’ANCI insiste per prorogare di un anno l’entrata in vigore del nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi, a causa dei rilevanti problemi applicativi per i comuni, con riferimento alla fase di transizione che sta attraversando la normativa sulla riscossione delle entrate locali. La proposta di proroga risponde ad esigenze di maggior ponderazione di taluni elementi disciplinari e regolativi del Tres, sui quali l’Anci ha presentato proposte di modifica, nonché a pressanti motivazioni di opportunità e di necessità di maggior preparazione del processo applicativo. La proposta assicura comunque l’applicabilità della maggiorazione sui servizi indivisibili, vincolando i Comuni al mantenimento del regime di prelievo attualmente vigente, fino all’entrata in vigore del Tres, prorogata al 2014. Sempre sul tributo RES l’ANCI propone di cambiare la base imponibile, rimuovendo una delle principali criticità rappresentata dalla individuazione della superficie catastale come base di riferimento per il calcolo del tributo. L’attuale dispositivo di calcolo del tributo (comma 9 dell’articolo 14 del d.l. 201), ancorato alle superfici catastali, crea infatti situazioni gravi di sperequazione e rischia di determinare problemi gestionali non facilmente superabili. Si pensi, in proposito, non solo alla necessità di individuare criteri e procedure particolari per gli immobili non qualificati con la relativa superficie negli archivi catastali, ma soprattutto alla difficoltà – che va tuttora considerata strutturale – di associare a ciascuna unità immobiliare la relativa superficie catastale in un contesto di grave disallineamento di tali archivi in materia di toponomastica e di numerazione civica, esterna ed interna, degli edifici urbani. Tali disallineamenti non sono superabili in tempi brevi e, pertanto, l’attuale dispositivo non può che portare a gravissime difficoltà gestionali e a disparità di trattamento nell’impianto del nuovo tributo. In particolare – osserva l’ANCI – la superficie catastale comprende parte della muratura dell’unità immobiliare censita e tale inclusione può portare a significative differenze tra due unità di identica superficie calpestabile, a seconda delle rispettive tipologie edilizie. La modifica proposta dall’ANCI permette, per un periodo transitorio di massima indicato in un biennio (2013-2014), di acquisire al sistema Tres le dichiarazioni e gli accertamenti riferiti ai prelievi sui rifiuti attualmente vigenti, assicurando una efficace continuità operativa, ed utilizzando la superficie catastale, nella misura cautelare dell’80%, in fase di accertamento dell’evasione e dell’elusione, come presunzione semplice nel caso in cui il Comune non sia in grado di effettuare misurazioni dirette. L’applicazione della nuova base di riferimento catastale per le superfici assoggettabili al Tares viene prevista a decorrere dal 2015, previo allineamento dei dati catastali con la toponomastica e la numerazione civica dei Comuni, definito attraverso un percorso necessariamente concertato.