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Direttiva appalti pubblici, A.S. n. 1678. Estratto del resoconto di seduta parlamentare.

4 Mag 2015 | ARCHIVIO STORICO

Legislatura 17ª – 5ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 390 del 30/04/2015

IN SEDE CONSULTIVA

(1678) Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE
(Parere alla 8ª Commissione sugli emendamenti. Esame e rinvio)

Il senatore BROGLIA (PD), in sostituzione del relatore Sposetti, illustra il nuovo testo interamente sostitutivo del disegno di legge presentato dal Governo, segnalando, per quanto di competenza, che occorre valutare dal punto di vista delle conseguenze finanziarie l’attribuzione all’ANAC di ulteriori ampie funzioni, disposta dal comma 1, lettere f), i) e n) dell’articolo unico. Occorre altresì un chiarimento sulla realizzazione della banca dati centralizzata dei requisiti di qualificazione, prevista dalla successiva lettera g). Necessita di un chiarimento anche la lettera r) del comma 1, che esclude l’insorgenza di nuovi oneri dalla revisione del sistema di garanzia globale di esecuzione. Deve poi valutarsi la lettera aa) del medesimo comma 1, la quale prevede si premino in sede di gara i soggetti locali e le piccole imprese, dal momento che la previsione potrebbe risultare in contrasto con i principi di libera circolazione e di concorrenza a livello europeo. Occorre acquisire un’indicazione circa la portata della lettera bb), ove si prescrivono meccanismi di pubblicità, trasparenza e concorrenza nell’ambito delle procedure di affidamento diretto: non è pienamente comprensibile se la disposizione miri a ridefinire l’ambito dell’in-house providing (con le relative conseguenze sul piano finanziario) e come si intendano coniugare i concetti di valutazione comparativa ed affidamento diretto. Da ultimo, la creazione – ad opera della lettera cc) – di una distinta categoria di prestazioni di servizi labour intensive e la prescrizione di clausole sociali volte alla salvaguardia del personale già impiegato in precedenti gestioni comportano il rischio di maggiori oneri per l’ente pubblico e di contrasto con la normativa europea vigente. Ritiene non vi siano ulteriori osservazioni di competenza da formulare.

Il vice ministro MORANDO si riserva di fornire i chiarimenti richiesti.

Il seguito dell’esame è dunque rinviato.

All. Disegno di legge n. 1678