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Dall'Economia stop alle delibere su aliquote e tariffe approvate dopo il 30 luglio

8 Ott 2015 | ARCHIVIO STORICO

Il ministero dell’Economia sblocca le delibere su tributi e tariffe approvate a partire dal 31 luglio, e dà 10 giorni ai tanti Comuni interessati per ripristinare i vecchi parametri: le nuove decisioni potranno entrare in vigore solo dal 2016, quando però sul Fisco immobiliare cambierà tutto un’altra volta. Le lettere sono arrivate in questi giorni, e creano più di un problema ai Comuni interessati che dovranno rivedere le entrate (le delibere contestate ritoccavano al rialzo aliquote e tariffe) e provvedere in assestamento.

Le regole
La legge del resto è chiara, e impone alle amministrazioni locali di fissare le richieste ai cittadini in fatto di Imu/Tasi, addizionale Irpef e altri tributi, oltre che le tariffe dei servizi, entro il termine per l’approvazione dei bilanci preventivi. Meno lineare è stato il modo in cui si è arrivati alla scadenza: man mano che ci si è avvicinati al 30 luglio (non il 31, con scelta originale assunta nell’ultima proroga) è cresciuto d’intensità il braccio di ferro fra sindaci e Governo sull’ipotesi di un nuovo rinvio: alla fine, è stata concessa una proroga su misura ai soli Comuni siciliani (oltre che alle Province), con il risultato che molti enti si sono trovati paradossalmente spiazzati dal mancato slittamento del termine. Di questa difficoltà ha tenuto conto il Viminale, che informalmente ha suggerito alle Prefetture di non attivare subito le procedure che portano al commissariamento dei Comuni “senza bilancio”, con il risultato che molte amministrazioni hanno utilizzato le settimane successive per chiudere i preventivi.

L’annullamento
Per i casi in cui sono state rialzate le aliquote o le tariffe, arriva ora lo stop dell’Economia. Le delibere incriminate andrebbero dunque annullate in autotutela, anche perché eventuali aumenti decisi oltre i termini sarebbero destinati a sconfitta certa in caso di impugnazione. In Italia, però, nulla è certo, e ancora si discute della sanatoria ex post delle delibere ritardatarie che era stata ipotizzata due settimane fa, sull’esempio di quanto accaduto l’anno scorso con la Tari: il mini-decreto enti locali approvato dal Governo, quello che concede sconti sul Patto nelle aree alluvionate dell’Emilia, non ne parla, e gli eventuali emendamenti sembrano scontrarsi con l’esigenza del Governo di approvare il testo senza modifiche in vista della sessione di bilancio.

(Fonte: il Sole 24 ore)