06 36001374 info@anacap.it

CTR Toscana 80 del 21/12/2011: TIA – fattura di pagamento non impugnabile davanti alla Commissione Tributaria

11 Feb 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 80 del 21/12/2011 la Commissione Tributaria Regionale della Toscana ha affermato che la fattura di pagamento della tariffa di igiene ambientale (TIA) non è impugnabile davanti al giudice tributario. In primo grado la commissione provinciale aveva invece equiparato la fattura ad un avviso di liquidazione, come tale impugnabile dinanzi al giudice tributario. Tale conclusione non viene tuttavia condivisa dalla CTR in virtù del principio della tassatività degli atti impugnabili che trova fondamento nell’art. 19 del D.Lgs. n. 546/92, norma che non annovera la fattura tra quelli oggetto di impugnazione da parte del contribuente. L’atto impugnato, infatti, a parere della CTR Toscana come da sua giurisprudenza anche recente, non ha natura, né nella forma né nella sostanza, di avviso di liquidazione e quindi di atto amministrativo impositivo, ma costituisce un semplice invito di pagamento con valenza puramente contabile e commerciale. Ne consegue che il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice adito. Le conclusioni della CTR Toscana non appaiono condivisibili, alla luce della più recente giurisprudenza della Cassazione. Invero, sull’impugnabilità o meno della fattura TIA la giurisprudenza di merito si è mostrata piuttosto oscillante, aderendo in parte alla tesi favorevole (tra cui: CTR Veneto n. 105/2002, CTP Venezia n. 5/2004, CTP Treviso n. 13/2006, CTP Catania n. 196/2008) ed in parte a quella contraria (tra cui: CTP Venezia n. 13/2004, CTP Lucca n. 27/2004). La questione è stata tuttavia risolta dalla Cassazione con la recente pronuncia n. 22377 del 3/11/2010 (in TN n. 22/2010), che ha ritenuto impugnabile la fattura TIA trattandosi di un documento portatore di una pretesa tributaria pienamente definita nel quantum e quindi in grado di arrecare pregiudizi al contribuente. La decisione della Cassazione ha una premessa implicita nell’assunto – ampiamente condiviso in dottrina – che riconosce carattere tassativo all’elenco degli atti impugnabili di cui all’art. 19 del d.lgs. 546 del 1992, ma che contemporaneamente ritiene possibile un’interpretazione estensiva (e non analogica) dello stesso. In altri termini, secondo quest’orientamento l’elenco degli atti impugnabili non può essere allargato fino a ricomprendere atti diversi da quelli indicati dal legislatore, ma è possibile ricondurre un atto non espressamente nominato (come nel caso della fattura TIA) ad uno di quelli tipizzati dal legislatore.