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CTR Roma 125 del 15/5/2013: ICI – la ruralità dei fabbricati prescinde dalla categoria catastale

16 Giu 2013 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 125 del 15/572013 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio si dissocia dall’orientamento formatosi sul riconoscimento della ruralità alle abitazioni e agli immobili strumentali. Secondo i giudici regionali capitolini la ruralità può essere riconosciuta indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza. La pronuncia, intervenendo sull’accatastamento degli immobili, può avere sicure ripercussioni sull’Imu. Escludendo gli immobili classificati nelle categorie A/1 e A/8, la platea delle case rurali può ampliarsi alle abitazioni e agli immobili strumentali, ritenendo la Commissione decisiva l’effettiva destinazione degli stessi e affermando la prevalenza dell’utilizzo effettivo sulla categoria catastale. La CTR di Roma ritiene decisiva l’effettiva destinazione dell’immobile, sulla base della nota n. 10933 del 26/2/2010 dell’Agenzia del Territorio, quindi deve essere riconsiderato l’indirizzo espresso dalle Sezioni Unite nel 2009 Invero, l’immobile ad uso abitativo A/3 non è incompatibile con il riconoscimento del carattere di ruralità, quando vi sia in effetti una strumentalità dell’utilizzo dell’immobile all’esercizio dell’attività agricola. In sostanza per la CTR di Roma va considerato il dato sostanziale consistente nella effettiva strumentalità dell’immobile allo svolgimento dell’attività agricola. Poiché per le costruzioni strumentali destinate allo svolgimento dell’attività agricola, ed in particolare per quelle destinate alla custodia delle macchine agricole, è esplicitamente riconosciuto il carattere di ruralità a fini fiscali, ove si riscontri tale condizione fattuale non può essere negato il requisito di ruralità, sulla esclusiva base del riscontro di una diversa classificazione catastale.