06 36001374 info@anacap.it

CTR Milano 71 del 13/5/2013: ICI – il verde pubblico attrezzato non è area edificabile

5 Ott 2013 | ARCHIVIO STORICO

La CTR di Milano con la sentenza n. 71 del 13/5/2013 ha affermato che le aree comprese in una zona destinata dal PRG a verde pubblico attrezzati non sono edificabili. Ciò in quanto si tratta di aree sottoposte a vincoli di destinazione tali che non consentono di dichiararle edificabili, essendo peraltro precluso al privato tutte quelle trasformazioni che sono riconducibili alla comune definizione di edificazione. Il giudice tributario d’appello conferma così la sentenza di primo grado emessa dalla CTP di Milano l’8/9/2011, che aveva accolto il ricorso di un contribuente, condannando peraltro il comune alle spese di giudizio. Nella circostanza si trattava di un’area ubicate in una zona classificata dallo strumento urbanistico come aree per spazi pubblici a parco, per gioco e lo sport, rendendo così palese e percepibile il vincolo di utilizzo meramente pubblicistico con la conseguente inedificabilità. La CTR di Milano richiama peraltro la consolidata giurisprudenza di legittimità: Cassazione n. 25672/2008, n. 5737/2010, n. 13354/2010, n. 9169/2011. In particolare con quest’ultima pronuncia (segnalata in TN n. 10/2011) la Cassazione ha ribadito il principio, più volte affermato, secondo cui un’area compresa in una zona destinata dal PRG a verde pubblico attrezzato non può essere qualificata come fabbricabile, ai sensi dell’art. 1, comma 2, del D.Lgs n. 504/1992 del 1992, e quindi il possesso della stessa non può essere considerato presupposto dell’ICI, principio estensibile anche all’IMU. Tale destinazione è preclusiva ai privati di forme di trasformazione dei suolo riconducibile alla nozione tecnica di edificazione e le trasformazioni, se previste, sono concepite al solo fine di assicurare la fruizione pubblica degli spazi. In particolare, ove la zona sia stata concretamente vincolata ad un utilizzo meramente pubblicistico (verde pubblico; attrezzature pubbliche; ecc.), la classificazione apporta un vincolo di destinazione che preclude ai privati tutte quelle forme di trasformazione del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione.