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CTR Lombardia 77 del 24/5/2012: niente sanatoria ICI sui fabbricati rurali strumentali

14 Ago 2012 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 77 del 24/5/2012 la Commissione tributaria regionale della Lombardia ha confermato il principio secondo cui se un immobile è iscritto in una categoria catastale diversa da A/6 o D/10 è onere del contribuente, che pretenda l’esenzione dell’imposta, impugnare l’atto di classamento per la ritenuta ruralità del fabbricato così come, nell’ipotesi di classamento nella categoria catastale A/6 o D/10 ritenuto erroneo, sarà onere del Comune impugnare l’attribuzione della categoria catastale. La Commissione ha così smentito quanto avanzato dall’appellante secondo il quale ai fini dell’ICI dovrebbe invece assumere rilevanza non la classificazione catastale ma la sussistenza del carattere rurale.  La Commissione ha poi evidenziato che per i soli fabbricati non iscritti al catasto, l’accertamento della ruralità può essere direttamente compiuto dal giudice tributario, restando per il resto la ruralità, fissata dal legislatore come causa di esclusione dall’imponibilità ICI, condizionata alla corrispondente classificazione catastale. Nessuna incidenza può avere pertanto la sopravvenuta richiesta di riconoscimento dei requisiti di ruralità, presentata dal contribuente sulla base del D.L. n. 70/2011,  in quanto la stessa, a prescindere dall’accoglimento o meno dell’istanza da parte dell’Agenzia del Territorio non può avere valore retroattivo, se non alla data di presentazione della domanda stessa. Sul punto la CTR evidenzia che l’autocertificazione di una destinazione rurale di fatto nei cinque anni anteriori non può certo modificare il dato catastale e se pure l’art. 14-bis della L. 214/2011 ha previsto che le domande di variazione della categoria catastale già presentate “producono gli effetti previsti in relazione al requisito di ruralità”, tali effetti non possono decorrere da data anteriore alla domanda ed in ogni caso la stessa norma lascia “fermo il classamento originario degli immobili rurali ad uso abitativo”.