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CTP Reggio Emilia 97 del 10/7/2012 e CTP Campobasso 120 del 19/6/2012: è nulla la notifica a mezzo posta della cartella di pagamento e del fermo amministrativo

30 Set 2012 | ARCHIVIO STORICO

Dopo il Giudice di Pace di Genova e la CTP di Campobasso (in TN n. 14/2012) nonché la CTP di Foggia e la CTP di Vicenza (in TN n. 15/2012), altre due commissioni tributarie provinciali hanno affermato l’inesistenza della notifica della cartelle esattoriale e del fermo amministrativo inviati a mezzo posta dall’agente della riscossione. Si tratta della CTP di Reggio Emilia e della CTP di Campobasso. La prima, con l’ordinanza n. 97 del 10/7/2012, argomenta interpretando l’art. 26 comma 1 del DPR n. 602/73 nel senso che la notifica della cartella di pagamento può, si, essere eseguita tramite il servizio postale, ma sempre a cura di uno dei soggetti identificati dal primo periodo del comma (ufficiali della riscossione, altri soggetti abilitati dal concessionario, messi comunali, agenti della polizia municipale) e non direttamente dall’agente della riscossione. Sul punto la CTP è ben a conoscenza dell’affermazione, in senso contrario, contenuta nella sentenza n. 11708/2011 della Cassazione, ma ritiene che la stessa, oltre ad essere del tutto immotivata, non possa avere una funzione nomofilattica essendo da qualificare come un semplice “obiter dictum”, non avente alcuna connessione con il quesito di diritto su cui la Corte era chiamata a pronunciarsi. Ebbene, nel caso in cui la notifica avvenga a cura di un soggetto non abilitato, o di cui sia ignota la qualifica, la stessa non è nulla (e dunque sanabile) ma inesistente e quindi insanabile. Anche la CTP di Campobasso, con la sentenza n. 120 del 19/6/2012, conclude per l’inesistenza della notifica (questa volta del fermo amministrativo) effettuata da soggetti non abilitati. Per i giudici molisani il provvedimento di fermo spedito direttamente dal concessionario tramite il servizio postale è affetto da “nullità assoluta” per “inesistenza della notifica”. Ciò in quanto la notifica a mezzo raccomandata a.r. va intesa unicamente come modalità esecutiva della notificazione sempre affidata all’organo preposto dalla legge (messo notificatore nominato dal concessionario della riscossione ex art. 45 d.lgs. n. 112/99 oppure messo comunale o agente della polizia municipale). E tanto in perfetta sintonia con il disposto di cui all’art. 60 del DPR 600/73 che espressamente richiama le norme del codice di procedura civile (art. 137 e seguenti) che disciplinano la notificazione come atto proprio ed esclusivo dell’ufficiale giudiziario, anche quando si avvale del servizio postale. Consegue che in caso di notifica eseguita direttamente dall’agente della riscossione, per qualsivoglia atto che rientri nella sua competenza (ovvero, oltre che la cartella di pagamento, anche per le iscrizioni di ipoteche, gli avvisi di pagamento, i fermi amministrativi, sequestri, ecc.), la notifica dovrà essere ritenuta del tutto inesistente, ovvero non sanabile, poiché la sanatoria di cui all’art. 156 c.p.c. potrebbe eventualmente riferirsi ad un provvedimento con relata di notifica viziata, ma pur sempre notificato da un soggetto abilitato dalla legge. Si tratta di un orientamento non condivisibile, alla luce della recente sentenza n. 6729 del 4/5/2012 della Cassazione (e precedenti analoghi), secondo cui dall’art. 26 del DPR 602/73 si desume agevolmente che la procedura di notifica della cartella esattoriale può anche avvenire a mezzo di invio di semplice lettera raccomandata con avviso di ricevimento: in tal caso la relata di notifica consiste nella mera sottoscrizione dell’avviso di ricevimento.