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CTP Lecce 506 del 22/9/2011: TARSU alberghi – tariffe equiparate a quelle delle abitazioni

9 Nov 2011 | ARCHIVIO STORICO

Con la sentenza n. 506 del 22/9/2011 la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce ha annullato un avviso di accertamento Tarsu emesso nei confronti di un albergo disponendo la riliquidazione della tassa con la tariffa prevista per le unità abitative. Nella fattispecie il titolare dell’albergo contestava la richiesta dell’ente comunale – trattandosi di tassa non più prevista dalla legge – ed eccepiva l’illegittimità dell’avviso poiché in contrasto con l’art. 68 del d.lgs. n. 507/1993, che prevede la medesima tariffa sulle abitazioni e sugli esercizi alberghieri. La CTP di Lecce ritiene fondato il ricorso. In ordine alla prima questione (tassa non più prevista dalla legge) i giudici tributari salentini hanno richiamato l’art. 14, comma 7, del d.lgs. n. 23/2011 secondo cui i comuni che alla data del 31.12.2009 erano in regime Tarsu – come il Comune in questione – possono continuare ad applicare la tassa. Quindi non si pone alcun problema in ordine alla legittimità della tarsu per l’anno 2010. Fondato invece il rilievo sulla violazione dell’art. 68 del d.lgs. n. 507/93, che comprende in una unica categoria gli esercizi alberghieri e le abitazioni. Nello specifico delle attività alberghiere, la lettera c) del secondo comma dell’art. 68, stabilisce una unica classificazione tariffaria a proposito dei “locali ed aree ad uso abitativo per nuclei familiari, collettività e convivenze, esercizi alberghieri”. Ne deriva, quindi, che la volontà del legislatore è stata quella di configurare una piena equiparazione tra le civili abitazioni e le attività alberghiere, ai fini della tassazione in esame. Sul punto la CTP di Lecce richiama quanto espresso dalle Finanze con risoluzione n. 55/E del 1997, in cui si sostiene che ai fini dell’applicazione della Tarsu, nel formulare la classificazione delle categorie e nello stabilire le tariffe per ciascuna di esse, i Comuni debbono tenere conto delle indicazioni fornite all’art. 68, secondo comma, del D.Lgs. 507/1993. Pertanto, la CTP è dell’avviso che il diverso trattamento preteso dal Comune di Lecce si pone in netto contrasto con la norma di cui all’art. 68 e ritiene quindi di dover dare adeguato rilievo al principio per cui aree che presentino la stessa potenzialità di rifiuti, salve diverse risultanze in fatto riscontrabili per particolari attività o per particolari condizioni o modalità di svolgimento della medesima attività, debbano essere tassate con il medesimo criterio. Nel caso delle attività alberghiere, appaiono sussistere aree aventi una diversa potenzialità produttiva di rifiuti: maggiore per le aree destinate a ristorazione, cucine ed altro, minore per le aree destinate alle unità abitative. Tale valutazione conclusiva porta la CTP di Lecce a disporre la riliquidazione della tassa per quelle aree destinate ad unità abitative.